Dramma sul lavoro: operaio muore mentre lavora su un tetto

Una nuova tragedia sul lavoro si è verificata nella mattinata di oggi, giovedì 4 giugno, a Rosignano Solvay.

Un operaio di circa 30 anni ha perso la vita mentre era impegnato in un intervento su una copertura di un capannone all’interno di un’azienda della zona, dove si stava occupando di lavori di sostituzione del tetto. Un volo di sei metri, precipitando su un macchinario, che è risultato fatale.

L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 insieme alle forze dell’ordine. Nonostante la rapidità dei soccorsi, per l’uomo non c’è stato nulla da fare: i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili. Al medico non è rimasto altro da fare che constatare il decesso.

Le circostanze esatte dell’accaduto sono ora al vaglio delle autorità competenti, che stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente sul lavoro.

“Una nuova tragedia a distanza di pochi giorni da quella di Altopascio, che evidenzia ancora una volta quanto sia necessario e sempre più urgente l’impegno condiviso tra istituzioni, imprese e parti sociali per la sicurezza e la diffusione della cultura delle sicurezza sui luoghi di lavoro”. Così il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore al lavoro Alberto Lenzi, commentando la morte di un operaio avvenuta questa mattina in una ditta di Rosignano Solvay. “Di fronte alle morti sul lavoro non dobbiamo né rassegnarci, né abituarci, perché non possiamo continuare ad accettare che il lavoro costi la vita”, osservano Giani e Lenzi, che aggiungono:  “non bastano le parole: servono investimenti, innovazione, controlli, formazione continua e una responsabilità condivisa per costruire ambienti di lavoro sempre più sicuri”. “La Toscana, nell’ambito delle sue competenze, non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia e intende continuare a investire per rendere i luoghi di lavoro più sicuri”, sottolinea l’assessore Lenzi, ricordando il recente stanziamento di 2 milioni di euro di risorse europee per la formazione aggiuntiva. “Di pari passo – conclude – bisogna continuare ad operare sull’innovazione, attraverso esperienze di applicazione della robotica e dell’intelligenza artificiale ai processi produttivi più rischiosi, perché la tecnologia può salvare la vita, se viene messa al servizio della sicurezza”.

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