Maxi piantagioni della droga nascoste nelle case: blitz dei carabinieri, due arresti nel Pistoiese

Dietro l’apparenza di normali abitazioni si nascondevano vere e proprie fabbriche della marijuana, dotate di tecnologie avanzate e organizzate per produrre ingenti quantitativi di sostanza stupefacente. Il risultato dell’operazione condotta dai carabinieri è pesante: due persone arrestate, una denunciata e oltre 130 piante sequestrate in due diverse serre clandestine allestite nella provincia di Pistoia.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pistoia, è partita da approfondimenti investigativi e da una serie di accertamenti tecnici che hanno consentito ai militari di individuare alcuni obiettivi ritenuti strategici per il traffico di droga sul territorio. Le verifiche hanno così portato alla scoperta di due sofisticati impianti di coltivazione indoor, progettati per operare lontano da occhi indiscreti.

Il primo intervento è scattato nella frazione di Ramini. Durante una perquisizione all’interno dell’abitazione di un operaio vivaistico di nazionalità albanese, i carabinieri hanno trovato alcune stanze completamente trasformate in serre ad alta efficienza. Le piante, coltivate in vaso e alte fino a un metro e mezzo, crescevano grazie a un sistema professionale composto da illuminazione a LED, ventilatori, deumidificatori, impianti di irrigazione e fertilizzanti in grandi quantità.

In totale sono state sequestrate 72 piante di marijuana, oltre all’intera attrezzatura utilizzata per la coltivazione. Per l’uomo sono scattate le manette con l’accusa di produzione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato posto agli arresti domiciliari.

Nel corso della stessa attività investigativa è stato inoltre denunciato un altro cittadino albanese residente nel Pistoiese, trovato in possesso di alcune dosi di marijuana già confezionate e di denaro contante ritenuto di interesse per gli accertamenti.

L’operazione è proseguita il giorno successivo a Piteccio, dove i carabinieri del capoluogo, supportati dal Nucleo Investigativo e dalla Radiomobile, hanno scoperto una seconda serra clandestina. Anche in questo caso l’impianto era stato realizzato con apparecchiature specifiche per garantire la crescita delle piante durante tutto il ciclo produttivo.

All’interno dell’abitazione di un muratore, già noto alle forze dell’ordine, sono state trovate 61 piante di marijuana coltivate in vaso. Le successive perquisizioni hanno permesso di recuperare anche altri arbusti appena tagliati e nascosti in un terreno vicino all’immobile, oltre a droga già pronta e a oltre 3mila euro in contanti, ritenuti dagli investigatori compatibili con l’attività di spaccio.

Per il secondo indagato si sono aperte le porte del carcere di Pistoia.

Secondo gli investigatori, il livello di organizzazione delle due strutture e la quantità di sostanza producibile fanno ritenere che non si trattasse di semplici coltivazioni domestiche. Le serre avrebbero infatti potuto alimentare un mercato ben più ampio, rifornendo non soltanto il territorio pistoiese ma anche aree limitrofe della Toscana.

Con il blitz dei carabinieri è stata interrotta una filiera ritenuta particolarmente redditizia, mentre proseguono gli accertamenti per individuare eventuali complici e ricostruire la rete di distribuzione collegata alle due piantagioni. Un colpo significativo al narcotraffico locale che conferma l’attenzione delle forze dell’ordine nel contrasto alle organizzazioni dedite alla produzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

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