Si riaccende il dibattito attorno al Premio Viareggio Rèpaci. il Partito Comunista Italiano ha inviato una lettera aperta alla sindaca di Viareggio e all’assessore alla Cultura chiedendo che Paolo Mieli lasci la presidenza dello storico premio letterario.
Nel documento, il partito ricorda come, al momento della nomina di Mieli nel 2021, avesse accolto con favore la scelta, confidando che il noto giornalista potesse contribuire a rilanciare il prestigio culturale della manifestazione. Secondo i firmatari, però, quelle aspettative sarebbero state disattese, anche per il mancato ripristino del Comitato di Gestione del Premio.
La richiesta di dimissioni, a firma del suo segretario Paolo Annale, si fonda soprattutto sulle posizioni pubbliche espresse da Mieli negli ultimi anni. Il Pci richiama innanzitutto le dichiarazioni rilasciate nel 2022 sulla Strage ferroviaria di Viareggio, che avevano già suscitato polemiche e una prima richiesta di lasciare l’incarico.
Nel mirino finiscono poi alcuni interventi più recenti dedicati allo stragismo in Italia e, soprattutto, al conflitto in Medio Oriente. In particolare, il partito contesta alcune affermazioni pronunciate da Mieli nel settembre 2025 durante una trasmissione televisiva sulla situazione nella Striscia di Gaza, giudicandole incompatibili con il ruolo di presidente di un’istituzione culturale come il Premio Viareggio.
Secondo il Partito Comunista le posizioni espresse dal giornalista non rispecchierebbero i principi di pluralismo, libertà di pensiero e indipendenza culturale che, a suo avviso, hanno sempre caratterizzato il Premio fondato da Leonida Rèpaci. A sostegno della propria tesi, il partito richiama anche alcune parole dello stesso Rèpaci sul valore del Premio come luogo di confronto libero dalle pressioni ideologiche.
Per queste ragioni, Annale conclude chiedendo all’amministrazione comunale di valutare un cambio alla guida del Premio, ritenendo Paolo Mieli non più la figura adatta a ricoprire la presidenza.