Pratiche edilizie, Vecoli porta il caso in Consiglio Comunale: “Spese esplose dopo la scadenza dell’appalto”

Scintille in Consiglio comunale a Viareggio sul servizio di deposito e digitalizzazione delle pratiche edilizie. Il capogruppo di Fermi Mai, Michelangelo Jan Vecoli, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al sindaco e all’assessore competente, chiedendo chiarimenti sull’aumento dei costi sostenuti dall’amministrazione per il servizio affidato alla società Toscana Arkivi Srl.

Al centro della contestazione c’è l’evoluzione del contratto dopo la scadenza dell’appalto originario, avvenuta il 31 dicembre 2025. Secondo il consigliere, l’amministrazione non avrebbe predisposto per tempo una nuova gara pubblica, scegliendo invece di ricorrere prima a un affidamento temporaneo e successivamente a un affidamento diretto allo stesso operatore economico.

Vecoli ricostruisce i numeri dell’operazione ricordando che il capitolato del 2023 prevedeva un costo di 10 euro più Iva per ogni pratica da digitalizzare nell’ambito del servizio programmato, mentre per le richieste presentate direttamente dai cittadini era stabilito un rimborso di 15 euro più Iva alla società incaricata.

Con il nuovo affidamento disposto nel marzo scorso, osserva il consigliere, il Comune ha impegnato oltre 33 mila euro per la digitalizzazione di 1.300 pratiche, oltre a quasi 5.900 euro per il servizio di deposito dell’archivio. Da questi importi, sostiene Vecoli, emerge un costo medio di circa 25,50 euro più Iva per ogni pratica, oltre al canone fisso per la custodia dei fascicoli: una cifra che, secondo il capogruppo di Fermi Mai, rappresenterebbe un incremento superiore al 150% rispetto ai valori fissati nel precedente appalto.

Un altro aspetto evidenziato nell’interrogazione riguarda il rapporto tra i costi sostenuti dal Comune e quelli richiesti ai cittadini. Mentre la spesa a carico dell’ente sarebbe aumentata in maniera significativa, la tariffa pagata dagli utenti per ottenere la copia digitale della propria pratica sarebbe rimasta sostanzialmente invariata, attestandosi a 17,69 euro Iva compresa.

Nel documento viene inoltre sottolineato come le risorse stanziate con il primo affidamento del 2026 si siano rivelate insufficienti a coprire il fabbisogno del servizio. Per questo motivo l’amministrazione è già intervenuta con un primo aumento degli stanziamenti a maggio e, il 14 luglio, ha approvato un ulteriore consistente incremento della spesa, motivandolo con il numero delle richieste, che si attesterebbe mediamente su circa 250 pratiche al mese, alle quali si aggiungono quelle provenienti dagli uffici comunali.

Attraverso l’interrogazione, Vecoli chiede all’amministrazione di spiegare perché non sia stata avviata nei tempi una nuova procedura di gara prima della scadenza del contratto, quali valutazioni abbiano giustificato il sensibile aumento del costo unitario riconosciuto alla società incaricata e come venga motivata la differenza tra la crescita della spesa sostenuta dal Comune e il costo rimasto pressoché invariato per i cittadini.

Infine, il consigliere domanda quando l’amministrazione intenda pubblicare un nuovo bando pubblico per l’affidamento definitivo del servizio, con l’obiettivo di ripristinare un confronto concorrenziale tra gli operatori del settore e verificare la possibilità di ottenere condizioni economiche più favorevoli per le casse comunali.

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