Dopo le due risse avvenute nel giro di appena sette giorni, Fare Viareggio torna ad attaccare l’amministrazione comunale sul tema della sicurezza, chiedendo che agli impegni assunti durante la campagna elettorale seguano finalmente interventi concreti. Nel mirino del gruppo di opposizione finisce la sindaco Sara Grilli, accusata di non aver ancora dato risposte ai problemi che, secondo il movimento, continuano ad affliggere la città.
Fare Viareggio richiama gli ultimi episodi di cronaca che hanno scosso Viareggio. Tra gli episodi quello avvenuto alle quattro del mattino sul vialone della Darsena, dove una violenta rissa ha visto volare caschi usati come mazze e bottiglie lanciate in strada, con tre turisti fiorentini costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Soltanto una settimana prima, il 9 luglio, in via Garibaldi, a pochi metri dal municipio, una decina di persone si erano affrontate a sassate in pieno pomeriggio, provocando danni ad alcune auto e costringendo i passanti a mettersi al riparo. E, stanotte, il Far West alla stazione, in piazza Dante
Per il gruppo di opposizione non si tratta di episodi isolati, ma del segnale di un problema strutturale che richiede un cambio di passo da parte dell’amministrazione.
“La sicurezza era uno dei pilastri della campagna elettorale”
Nel documento, Fare Viareggio ricorda come la sicurezza fosse uno dei temi centrali del programma con cui Sara Grilli ha conquistato il “palazzo”.
Pur ribadendo il rispetto istituzionale nei confronti della sindaco, Fare Viareggio sottolinea come proprio per questo motivo sia necessario che vengano rispettati gli impegni assunti davanti ai cittadini.
L’opposizione evidenzia inoltre che la delega alla sicurezza è stata affidata a un assessore espressione di Fratelli d’Italia, proveniente dalla Lega, partiti che hanno sempre fatto della sicurezza uno dei loro temi principali. Per questo motivo, secondo Fare Viareggio, le aspettative dei cittadini sono ancora più alte e, ad oggi, i risultati concreti non sarebbero ancora visibili.
Secondo il gruppo, ciò che preoccupa non sono soltanto le risse, ma il clima di insicurezza che si starebbe consolidando in alcune zone della città, tanto da modificare le abitudini quotidiane di residenti e commercianti, che eviterebbero alcune aree nelle ore serali.
“Non si governa la sicurezza urbana con le intenzioni – afferma Fare Viareggio – ma con turni, telecamere funzionanti, presidi fissi e tavoli operativi che producano risultati concreti.”
Le zone considerate più critiche
Nel documento vengono indicate le aree che, secondo Fare Viareggio, continuano a rappresentare le principali emergenze.
La stazione ferroviaria viene definita uno dei nodi irrisolti della città. Chi arriva a Viareggio in treno, sostiene il movimento, si trova davanti a un’area caratterizzata da degrado, scarsa illuminazione e presenza discontinua delle forze dell’ordine, con il rischio che quello diventi il primo biglietto da visita della città.
Viene poi citata Piazza Dante, descritta come una piazza centrale che dovrebbe rappresentare un luogo di incontro ma che, secondo l’opposizione, molti cittadini eviterebbero nelle ore serali. Fare Viareggio sostiene che residenti e commercianti denuncino da tempo criticità e che le segnalazioni alle forze dell’ordine confermerebbero una situazione ormai nota.
Ampio spazio è dedicato anche alla Pineta di Ponente, definita “una ferita aperta”. Secondo il movimento, quello che un tempo era il principale polmone verde della città sarebbe oggi percepito come una zona poco sicura, soprattutto nelle ore serali e notturne. Fare Viareggio parla di un’area scarsamente sorvegliata, con illuminazione insufficiente e priva di accessi controllati, tanto che molte famiglie avrebbero smesso di frequentarla.
Da qui la domanda rivolta direttamente all’amministrazione: “Cosa è stato fatto concretamente da quando Sara Grilli ha assunto la guida della città?”
Le proposte di Fare Viareggio
L’opposizione ribadisce di voler svolgere un ruolo costruttivo e rilancia le proposte contenute nel proprio programma elettorale, mettendole a disposizione dell’amministrazione.
Tra le richieste figura l’attivazione della Polizia Locale operativa 24 ore su 24 per tutto l’anno. Secondo Fare Viareggio, il recente Decreto Sicurezza consentirebbe già di assumere personale a tempo determinato e finanziare gli straordinari, superando i precedenti limiti di spesa. Per il movimento, quindi, gli strumenti normativi esistono e ciò che mancherebbe sarebbe esclusivamente la volontà politica.
Viene poi chiesta l’istituzione di presidi fissi nelle aree considerate più problematiche: la stazione, Piazza Dante, il vialone della Darsena e le marine. Non semplici pattugliamenti occasionali, ma una presenza costante e facilmente riconoscibile, ritenuta il miglior deterrente contro criminalità e degrado.
Un altro punto riguarda la videosorveglianza. Fare Viareggio sostiene che oggi molte telecamere siano spente, non collegate tra loro oppure assenti in numerose zone della città. La proposta è quella di investire 450 mila euro in tre anni per completare la rete, integrarla con una centrale operativa attiva h24 e affiancarla a un sistema di illuminazione intelligente capace di aumentare automaticamente l’intensità luminosa in presenza di movimenti sospetti e generare segnalazioni in tempo reale alle forze dell’ordine, utilizzando fondi regionali ed europei.
Tra le richieste figura anche la sottoscrizione di un Patto per la sicurezza urbana che coinvolga Prefettura, Regione Toscana, Provincia e tutti i Comuni della Versilia, con l’obiettivo di condividere dati, coordinare gli interventi e reperire risorse economiche. Fare Viareggio chiede che questo tavolo venga convocato entro la fine dell’estate.
Infine la proposta di un progetto per restituire ai cittadini la Pineta di Ponente, trasformandola in un parco urbano recintato, con accessi controllati, videosorveglianza lungo tutto il perimetro e chiusura nelle ore notturne, sul modello di quanto già avviene, secondo Fare Viareggio, in numerose città europee.
Le richieste all’amministrazione
Pur ribadendo l’apprezzamento per il lavoro quotidiano svolto da Carabinieri e Polizia, il gruppo consiliare sottolinea che il Comune deve garantire strumenti, risorse e coordinamento istituzionale, senza limitarsi a delegare il compito alle forze dell’ordine.
Fare Viareggio rivolge quindi tre richieste precise all’amministrazione Grilli:
- entro il 15 settembre 2026, la presentazione di un piano operativo sulla sicurezza urbana con tempi, risorse e obiettivi verificabili;
- entro la fine dell’estate, l’avvio dell’iter per rendere operativi i turni della Polizia Locale h24, sfruttando le possibilità offerte dal Decreto Sicurezza;
- nell’immediato, l’apertura di un tavolo di confronto con i gruppi di opposizione, i rappresentanti dei quartieri e le categorie economiche delle zone maggiormente interessate dai problemi di sicurezza, come stazione, Piazza Dante e Darsena.
Fare Viareggio conclude ribadendo la disponibilità a collaborare con la maggioranza qualora vengano adottate misure concrete, sottolineando che la sicurezza non dovrebbe avere appartenenze politiche ma rappresentare un obiettivo comune. “Viareggio merita di tornare a essere una città viva, accogliente e sicura, di giorno come di notte, per residenti e turisti”, conclude il movimento, chiedendo che le promesse elettorali vengano finalmente trasformate in fatti.