Drammatico incidente sul lavoro questa mattina in una ditta del settore marmifero di Carrara. La tragedia si è consumata poco dopo le 8,15 all’interno della ditta Santucci, in via Provinciale Avenza Massa.
Secondo le prime informazioni, un operaio di 44 anni, Aldo Gullotti, è rimasto schiacciato da alcune lastre di marmo. Immediata la richiesta di soccorso, con la centrale operativa del 118 che ha inviato sul posto l’automedica “Alfa” e il mezzo infermieristico “India” di Carrara, oltre a un’ambulanza della Pubblica Assistenza.
Purtroppo, all’arrivo dei sanitari, per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare. Il personale medico del 118 dell’Asl Toscana nord ovesst ha potuto soltanto constatarne il decesso.
Sul luogo dell’incidente sono intervenute anche le forze dell’ordine e gli operatori del Pisll (Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro) dell’Asl Toscana nord ovest, ai quali sono affidati gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’infortunio e verificare il rispetto delle norme di sicurezza.
L’ennesimo incidente mortale sul lavoro riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, in un settore, quello del marmo, dove i rischi restano particolarmente elevati.
“Purtroppo, l’escalation dei gravi infortuni in questo settore non si ferma e stamani un lavoratore ha perso la vita in un laboratorio ad Avenza. Non è possibile andare avanti così! – si legge in una nota sindacale congiunta di Cgil,Cisl e Uil- È giusto fermarsi tutti e riflettere. Trovare la forza di continuare a lavorare come se nulla fosse non è possibile. Per questo giovedì 6 agosto proclamiamo 8 ore di sciopero in tutto il distretto del marmo apuo-versiliese. Negli ultimi anni, a discapito di un periodo in cui forse le cose sembravano cambiare, la situazione degli infortuni sta precipitando, stiamo tutti sicuramente sbagliando qualcosa. Noi vediamo troppi lavoratori fare più cose contemporaneamente senza le dovute attenzioni e i ritmi di lavoro sono spesso troppo elevati, considerate anche le nuove condizioni climatiche alle quale i lavoratori sono esposti. Secondo le OOSS è necessario vederci in faccia urgentemente tra datori di lavoro, lavoratori, sindacati, istituzioni e AUSL per trovare soluzioni”.
Sulla morte del 44enne Aldo Gullotti interviene il direttore dell’Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro
Di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro, che ha visto il 44enne Aldo Gullotti perdere la vita questa mattina, mercoledì 5 agosto, in una ditta del marmo di Avenza, l’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro (PSL), attraverso il direttore e delegato vescovile Alessandro Conti, si unisce al cordoglio delle istituzioni e delle parti sociali nei confronti dei familiari della vittima, affidando il proprio messaggio a un post pubblicato sulla pagina Facebook dell’Ufficio. “Mentre si continua a discutere dei massimi sistemi copernicani, delle grandi visioni del mondo e delle sfide globali – ha dichiarato Conti – nella vita quotidiana c’è una realtà che continua a presentarci un conto drammatico: ancora oggi si muore sul posto di lavoro. Ci sono temi sui quali non bastano più dichiarazioni di principio, parole di circostanza o promesse ripetute dopo ogni tragedia. La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo da contenere, ma deve tornare a essere un investimento fondamentale sulla dignità della persona. Servono risorse, formazione, controlli efficaci e, soprattutto, una rinnovata cultura della prevenzione, capace di mettere al centro la vita di chi lavora prima di ogni logica economica. Perché nessun obiettivo produttivo, nessuna scadenza, nessun profitto possono giustificare il sacrificio di una persona. Forse è necessario anche avere il coraggio di rallentare una macchina della produttività che troppo spesso corre senza guardare chi rimane indietro, restituendo valore al tempo, alla cura e alla sicurezza. La vera efficienza non può essere misurata solo dalla quantità prodotta, ma dalla capacità di creare luoghi di lavoro dove ogni persona possa tornare a casa dai propri cari alla fine della giornata». “Il grado di civiltà di una società – conclude Conti – si misura anche da questo: da quanto è disposta a proteggere i più fragili e da quanto mette la vita umana prima di ogni altra priorità“.