VIAREGGIO — Novant’anni dall’impresa olimpica di Carlo Biagi, ma nessuna targa, nessuna intitolazione e nemmeno un’iniziativa pubblica per ricordare il campione viareggino. A sollevare la questione è Alessandro Santini, della Lista Santini, che accusa l’amministrazione comunale di aver lasciato cadere nel silenzio il 90° anniversario di quella storica medaglia d’oro.
Era il 15 agosto 1936, a Berlino, quando Biagi, appena 22enne, conquistò l’oro olimpico con la Nazionale di Vittorio Pozzo. Un successo straordinario per il giovane calciatore cresciuto a Viareggio, legato anche a una vicenda personale drammatica: mentre disputava la finale, Biagi non sapeva che la madre Clementina era morta. Fu Pozzo a scegliere di non dirglielo fino alla conclusione della partita.
“Da allora nessun viareggino ha più vinto un oro olimpico. Nessuno“, sottolinea Santini, ricordando anche che Biagi fu il primo azzurro a segnare quattro gol in una sola partita.
Secondo l’esponente della Lista Santini, però, il 15 agosto scorso il novantesimo anniversario sarebbe passato senza iniziative da parte del Comune. “Non una parola, non una targa, non un fiore”, sostiene.
Nel mirino finisce soprattutto l’assessore allo Sport Rodolfo Salemi, in carica dal 2020 e confermato anche nell’attuale amministrazione. Santini ricorda che proprio Salemi ha rilanciato il Premio Sport Città di Viareggio, dedicando le categorie ad alcune figure storiche dello sport cittadino.
“Nella consulta dello sport riunita dall’assessore per scegliere quei nomi, quello di Biagi finì a verbale con la promessa di un futuro museo a lui intitolato“, afferma Santini. Ma, aggiunge, “di quel museo non c’è traccia. Di una via, di un impianto, di una semplice targa, nemmeno”.
Da qui l’appello alla sindaca Sara Grilli e all’assessore Salemi affinché venga adottato un provvedimento concreto per ricordare il campione.
“Chiedo alla sindaca Grilli e all’assessore Salemi di porre rimedio con un atto concreto, una targa o un’intitolazione, prima che anche il centenario trovi Viareggio senza memoria“, conclude Santini.
E chiude con una frase destinata a riassumere il senso della sua protesta: “Non lo deve Salemi a Santini. Lo deve la città a Carlo Biagi“.