Risse, schiamazzi e danneggiamenti: saracinesche abbassate per un bar

LIVORNO – Saracinesche abbassate per 23 giorni per un bar del centro di Livorno, finito al centro di numerose segnalazioni per risse, schiamazzi, danneggiamenti e altri episodi che, secondo quanto accertato dalla Questura, avrebbero provocato un concreto e diffuso allarme sociale nel quartiere.

Il locale, già destinatario di un analogo provvedimento nel 2025, era tornato recentemente a far parlare di sé per una nuova escalation di episodi problematici. In particolare, durante i fine settimana, i clienti si sarebbero trattenuti anche oltre l’orario di chiusura, dando vita a schiamazzi e situazioni di disturbo della quiete pubblica, fino ad arrivare a episodi di rissa, danneggiamenti e altre condotte illecite.

Dopo le prime segnalazioni, il Questore di Livorno Giusy Stellino ha disposto l’apertura di un’istruttoria, affidando agli agenti della Divisione di Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura gli accertamenti sulle condizioni di sicurezza dell’area e sulle condotte segnalate.

Nel corso dell’attività investigativa sono state raccolte numerose segnalazioni dei cittadini, alle quali si sono aggiunti i riscontri relativi agli interventi effettuati dalle forze di polizia.

Al termine degli accertamenti, secondo la Questura, è stato possibile documentare una situazione di allarme sociale direttamente collegata alla frequentazione del locale.

Gli elementi raccolti avrebbero inoltre evidenziato come il bar fosse diventato nel tempo un punto di aggregazione per soggetti ritenuti socialmente pericolosi, assumendo le caratteristiche di un luogo nel quale si concentravano episodi di illegalità, con conseguenti rischi per l’ordine e la sicurezza pubblica e per l’incolumità delle persone.

Alla luce della gravità e dell’attualità degli episodi accertati, il Questore ha quindi ritenuto sussistenti i presupposti previsti dall’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

È così scattata la sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande e la chiusura del bar per 23 giorni, con l’obiettivo di interrompere la situazione di pericolo e riportare condizioni di sicurezza nell’area.

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