VIAREGGIO – La vicenda della presunta segnalazione, su una chat Telegram, della posizione di posti di blocco e pattuglie delle Forze dell’Ordine arriva al centro del confronto politico cittadino. Secondo quanto denunciato dalla coalizione di centrosinistra, l’utenza dalla quale sarebbero partite le segnalazioni sarebbe riconducibile a un esponente della maggioranza.
Una circostanza che, sottolineano i gruppi di opposizione, dovrà essere verificata dagli organi competenti. “Non spetta alla politica sostituirsi agli organi inquirenti: occorre verificare ogni elemento e accertare l’identità dell’utente”, afferma la coalizione, chiedendo però che siano fatti rapidamente tutti gli accertamenti necessari.
Il tema, secondo il centrosinistra, riguarda direttamente la sicurezza dei cittadini e l’efficacia dei controlli effettuati dalle Forze dell’Ordine. “Se fosse confermato che un esponente della maggioranza ha contribuito a rendere più difficile o a vanificare l’azione delle Forze dell’Ordine, saremmo di fronte a un fatto gravissimo e incompatibile con qualsiasi responsabilità istituzionale”, sostiene la coalizione.
Da qui la decisione di portare la questione in Consiglio comunale attraverso un’interrogazione, con la quale verranno chiesti alla sindaca e alla maggioranza chiarimenti sugli eventuali accertamenti già effettuati e sulle iniziative che intendono assumere.
Nel mirino politico finisce anche la sindaca Sara Grilli. Il centrosinistra la invita a prendere posizione sulla vicenda e a non limitarsi al silenzio. “Su una vicenda di questa gravità non può scegliere il silenzio, né può pensare di proteggere politicamente il proprio esponente di maggioranza”, affermano i rappresentanti della coalizione.
Il centrosinistra precisa che, qualora le circostanze contestate venissero effettivamente accertate, si aspetterebbe dalla sindaca “una presa di posizione netta e l’assunzione di tutte le conseguenze politiche e istituzionali del caso”.
La coalizione ribadisce infine che, sul tema della sicurezza e della legalità, “non possono esserci zone grigie”.
A sottoscrivere la posizione sono Avs, FermiMai, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Rinnovamenti e Spazio Progressista.
