VINCI – La notizia è arrivata dall’altra parte del mondo e in pochi istanti ha gettato nel dolore Spicchio e Sovigliana, le due frazioni di Vinci dove Gabriele Bellucci era conosciuto e dove aveva lasciato tanti amici. Aveva appena 39 anni e da circa due anni aveva scelto l’Indonesia come luogo in cui vivere, seguendo quella che era diventata una delle sue grandi passioni: il surf.
Il suo corpo è stato trovato senza vita su una spiaggia di Bali. Una morte improvvisa, sulla quale restano ancora da chiarire con precisione le circostanze. Tra le ipotesi c’è quella di un incidente in mare o di un malore mentre si trovava in acqua, forse dopo essere stato sorpreso dalle onde.
Bellucci aveva costruito la sua vita lontano dalla Toscana, ma il legame con la sua terra d’origine non si era mai spezzato. E proprio qui, nell’Empolese, la notizia ha provocato un’ondata di dolore e incredulità.
Il ritorno in Toscana
La salma è rientrata in Italia ed è stata trasferita nelle cappelle del commiato dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, dove è stata accolta domenica 30 agosto.
I funerali sono stati fissati per lunedì 31 agosto alle 10.30, nella chiesa di San Bartolomeo a Sovigliana. Saranno in molti a stringersi attorno alla famiglia per l’ultimo saluto a un giovane uomo che aveva scelto di inseguire la propria passione per il mare e per il surf fino a trasferirsi in Indonesia.
Il dolore della Spicchiese
Tra le comunità più colpite c’è anche quella sportiva. Gabriele Bellucci aveva infatti vestito la maglia della Spicchiese, partecipando al campionato Amatori Uisp Empoli.
Per chi aveva condiviso con lui lo spogliatoio, le partite, le vittorie e le sconfitte, la sua scomparsa è difficile da accettare.
La società lo ha ricordato con un messaggio carico di emozione, descrivendo un uomo capace di lasciare il segno non soltanto sul campo, ma soprattutto nei rapporti con gli altri.
“Sei un pezzo di noi, lo sarai per sempre”, è una delle frasi che racchiude il senso di quel ricordo.
E sotto il messaggio della società si sono moltiplicate le testimonianze degli amici. Parole di incredulità, affetto e dolore per una morte arrivata troppo presto e troppo lontano da casa.
“Non ci credo e non ci crederò mai”, ha scritto qualcuno. Un altro messaggio lo ricorda ancora mentre corre e lotta sul campo: “Gli immortali non ci lasciano mai”.
Ora Spicchio e Sovigliana si preparano a riabbracciare idealmente Gabriele per l’ultima volta. È tornato a casa dalla terra che aveva scelto per vivere, lasciando dietro di sé il ricordo di un ragazzo che aveva fatto del mare, del viaggio e della libertà una parte importante della propria vita.
