VIAREGGIO – “Una situazione assurda”. Maria Domenica Pacchini, già consigliera comunale ed ex esponente del Carroccio di Viareggio, interviene sulla decisione di convocare a porte chiuse la seduta richiesta sulla vicenda relativa a quanto divulgato dall’assessore Rodolfo Salemi, che aveva segnalato la posizione di alcuni posti di blocco presenti in città.
Una scelta che Pacchini considera fortemente discutibile e sulla quale chiede spiegazioni.
“La convocazione a porte chiuse di quel Consiglio comunale che la cittadinanza avrebbe meritato di poter seguire è, a mio giudizio, assurda”, afferma Pacchini.
Nel mirino finisce anche l’orario della seduta, fissata in mattinata. “Ritengo già molto discutibile l’orario mattutino, cosa di cui non abbiamo mai fatto mistero e anzi sempre contestato all’Amministrazione Del Ghingaro per ben due consiliature”, sottolinea l’ex consigliera.
Ma, secondo Pacchini, la scelta di chiudere le porte ai cittadini rappresenta un ulteriore e più grave problema.
“Arrivare a chiudere le porte ai cittadini – seppur con quella sindaca eletta nel segno “della continuità” – è davvero incredibile”, sostiene.
La domanda che pone riguarda le motivazioni alla base della decisione: “Quali saranno le “situazioni particolari” che hanno portato la presidente del Consiglio, avallata dalla maggioranza dei capigruppo, a prendere una così impopolare e ingiusta decisione?”
Pacchini contesta quindi apertamente l’esclusione dei cittadini dalla seduta.
“I cittadini devono essere lasciati “oltre le porte chiuse” perché?”, domanda, prima di tornare sulla posizione dell’assessore Salemi e sulle responsabilità politiche dell’amministrazione.
“L’inadeguatezza dell’assessore, almeno per quanto mi riguarda, è già stata ampiamente conclamata e di conseguenza anche quella della sindaca che, ritengo convintamente, avrebbe dovuto accettarne le dimissioni”, afferma.
Infine, l’interrogativo sulle possibili rivelazioni che potrebbero emergere durante la seduta e che, secondo Pacchini, non dovrebbero essere sottratte all’ascolto della cittadinanza.
“Quali “rivelazioni” potrebbero uscire in quel Consiglio comunale, che non possono essere udite dai cittadini che, lo ricordo, sono i contribuenti che permettono il pagamento dello stipendio di giunta e consiglieri?”, conclude Pacchini.
