Falsi certificati per evitare i Cpr: perquisiti oltre 20 medici, indagini anche in Toscana

FIRENZE / LIVORNO – Blitz della Polizia di Stato, oggi, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Ravenna su una presunta rete di certificazioni mediche false che sarebbero state utilizzate per impedire il trattenimento di cittadini stranieri irregolari nei Centri di permanenza per il rimpatrio.

Sono oltre 20 i medici destinatari dei provvedimenti di perquisizione personale, locale e informatica. Tra i professionisti interessati dall’indagine ce ne sono anche alcuni che operano in Toscana, nelle province di Firenze e Livorno.

L’operazione è stata condotta dagli investigatori del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e della Squadra mobile di Ravenna, insieme alle Squadre mobili territoriali coinvolte nell’attività, tra cui quelle di Firenze e Livorno, oltre a Bari, Biella, Bologna, Milano, Rimini, Roma e Varese.

Al centro dell’inchiesta c’è la presunta formazione e il rilascio di certificazioni sanitarie non veritiere, che secondo l’ipotesi investigativa sarebbero state destinate a ottenere l’uscita dai Cpr di persone straniere sottoposte a trattenimento.

I decreti di perquisizione hanno riguardato, con una sola eccezione, medici che non risultano iscritti nel registro delle persone sottoposte alle indagini preliminari.

L’attività investigativa è coordinata dalla Procura di Ravenna e punta a ricostruire modalità, circostanze e finalità delle presunte certificazioni. Le perquisizioni rappresentano dunque un passaggio dell’inchiesta e, allo stato, le contestazioni dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento.

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