Sanità privata, la scelgono in 8 su 10: tempi d’attesa e orari flessibili fanno la differenza

FIRENZE – Tempi di attesa troppo lunghi e difficoltà nel conciliare visite e vita quotidiana spingono sempre più cittadini a rivolgersi alla sanità privata. A fotografare il fenomeno è il primo report dell’Osservatorio Cup24, realizzato su un campione di utenti impegnati nella ricerca attiva di prestazioni sanitarie private.

Secondo l’indagine, oltre l’85% delle persone che scelgono il privato lo fa principalmente per ragioni legate ai tempi di accesso alle prestazioni o alla flessibilità organizzativa. Una scelta quindi dettata soprattutto da esigenze concrete e dalla necessità di trovare risposte in tempi compatibili con le proprie necessità.

Il fattore principale è rappresentato dalla saturazione del sistema pubblico e dalle liste d’attesa, indicato complessivamente dal 56% degli intervistati. In particolare, il 47% considera il ricorso alla sanità privata una scelta obbligata di fronte a tempi di attesa pubblici ritenuti incompatibili con le proprie esigenze di salute. Un ulteriore 9% indica invece come motivazione l’incapacità strutturale del sistema di assorbire tutta la domanda.

Al secondo posto c’è la flessibilità, che pesa per il 29%. Per il 20% degli intervistati sono soprattutto la comodità nella prenotazione e la possibilità di trovare orari flessibili a rendere più semplice conciliare visite e prestazioni con gli impegni quotidiani e lavorativi. Un altro 9% punta invece sulla rapidità di esecuzione.

Resta poi un 15% di utenti per i quali la scelta del privato è legata alla volontà di mettere la salute al primo posto, anche affrontando un sacrificio economico. In questo caso, la priorità è garantire continuità alle cure e avere tempi certi per accedere alle prestazioni.

Il quadro che emerge è dunque quello di un “paziente pragmatico”, che sceglie in base alla possibilità di ottenere una prestazione in tempi certi e con modalità compatibili con la propria organizzazione personale.

“I dati dell’Osservatorio Cup24 mostrano che il ricorso al privato ha superato le vecchie categorie ideologiche”, commenta Leonardo Aloi, amministratore delegato di Cup24. “Di fronte a una domanda di cura a cui il pubblico fatica a dare risposta nei tempi richiesti, i cittadini cercano soluzioni trasparenti, tempestive e semplici da organizzare. Il nostro compito non è sostituirci al Servizio sanitario nazionale, ma fornire alle persone uno strumento chiaro ed efficiente per orientarsi tra l’offerta disponibile e prenotare senza ostacoli”.

Il report dell’Osservatorio Cup24, presentato il 16 settembre 2026, prende in esame le motivazioni che spingono gli italiani a rivolgersi alla sanità privata, mettendo in evidenza soprattutto il peso delle liste d’attesa e la necessità di una maggiore flessibilità nell’accesso alle prestazioni.

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