CAPRAIA ISOLA – Migliaia di pesci morti nell’allevamento ittico della Cooperativa Maricoltura e Ricerca (Maricap), al largo dell’isola di Capraia. La moria ha interessato tre delle otto gabbie dell’impianto e, secondo quanto emerso dagli accertamenti del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Usl Toscana nord ovest, la causa è un’infezione batterica provocata dal Lactococcus garvieae.
A essere colpiti sono soprattutto orate e branzini. Le carcasse vengono rimosse mentre proseguono i monitoraggi per seguire l’evoluzione del fenomeno e verificare che l’infezione non raggiunga le altre gabbie.
L’allevamento si trova in mare aperto, a circa 36 miglia dalla costa, all’interno del territorio del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, in un’area lontana da insediamenti industriali.
Esclusa l’ipotesi di inquinamento
Il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Usl Toscana nord ovest ha escluso il collegamento della moria con un episodio di inquinamento. Il batterio responsabile dell’infezione è presente da alcuni anni anche nel mar Tirreno e casi analoghi si sono verificati in passato anche nelle zone di Piombino e Orbetello.
Il Lactococcus garvieae può provocare una mortalità elevata negli allevamenti ittici, soprattutto quando le temperature dell’acqua aumentano, creando condizioni favorevoli alla proliferazione del batterio.
Un aspetto importante riguarda la salute delle persone: l’infezione non è trasmissibile all’uomo e non rappresenta quindi un pericolo per la popolazione. Il problema riguarda la fauna ittica e può diventare particolarmente grave negli allevamenti quando il contagio si diffonde rapidamente.
Tre gabbie colpite
Delle otto gabbie presenti nell’impianto, tre sono state interessate dall’infezione, mentre le altre al momento non risultano contagiate.
Non è ancora possibile quantificare con precisione il numero complessivo degli esemplari morti, ma la moria riguarda migliaia di pesci. Le carcasse vengono progressivamente rimosse e l’allevamento resta sotto osservazione per verificare l’eventuale diffusione dell’infezione.
La scelta di non usare antibiotici
La Maricap ha scelto di non ricorrere agli antibiotici, mantenendo l’impostazione produttiva adottata negli anni.
In presenza di questo tipo di infezione, una delle possibilità è trattare gli esemplari ancora vivi dopo avere eliminato quelli morti. In questo caso si procede invece con la rimozione dei pesci deceduti, il monitoraggio delle gabbie e l’attesa dell’evoluzione dell’infezione.
Un’attività importante per Capraia
La Maricap è nata nel 1998 da un progetto di sperimentazione regionale e nel corso degli anni è diventata una realtà produttiva significativa per l’isola. Dal 2005 l’attività è stata orientata verso un modello caratterizzato da bassa intensità di allevamento, qualità e attenzione all’ambiente.
L’allevamento, inserito in un contesto marino protetto, rappresenta anche una realtà occupazionale importante per Capraia, un’isola con poche centinaia di residenti e lontana dalla terraferma.
Ora l’attenzione è concentrata sui controlli. Le tre gabbie colpite restano sotto osservazione, mentre le altre vengono monitorate per verificare che l’infezione non si propaghi ulteriormente. Saranno gli ulteriori controlli a chiarire l’effettiva portata della moria e l’evoluzione del fenomeno.
