Aggredito alle luci dell’alba con un coccio di bottiglia per rapinarlo

​PIEVE A NIEVOLE – Un’aggressione brutale, consumata alle prime luci del mattino nel silenzio delle strade cittadine. Poi la fuga, la paura e una caccia all’uomo durata settimane. Oggi, quel cerchio di indagini avviato alla fine dell’estate si è finalmente chiuso: i presunti responsabili della violenta tentata rapina avvenuta lo scorso 12 agosto in via Toselli sono stati individuati e tratti in arresto dai Carabinieri della Compagnia di Montecatini Terme.

​Era circa la sei del mattino quando un operaio di 58 anni, residente nel posto, stava camminando lungo via Toselli per raggiungere il proprio posto di lavoro. All’improvviso, l’uomo è stato affiancato e bloccato da due giovani. Prima uno spintone violento contro il muro di un’abitazione, poi un colpo feroce e vile alla nuca inferto con un coccio di bottiglia spezzato. L’obiettivo dei malviventi era chiaro: strappargli dalle mani il portafogli e il telefono cellulare.

​A salvare il cinquantottenne da conseguenze peggiori è stata la sua stessa prontezza. Le urla disperate della vittima hanno subito attirato l’attenzione di alcuni abitanti della zona, costringendo i due aggressori a rinunciare al bottino e a darsi a una rapida fuga a piedi. Soccorso e accompagnato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Pescia, l’operaio è stato medicato per le lesioni riportate alla testa, giudicate guaribili in sette giorni.

​Le indagini sono scattate immediatamente, condotte dai Carabinieri della Stazione di Montecatini Terme e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia. Gli investigatori hanno setacciato palmo a palmo l’intera area, acquisendo i filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nella zona. L’attenta analisi dei frame ha permesso di ricostruire nei minimi dettagli l’accaduto e di dare un volto ai presunti aggressori, confermando ancora una volta l’efficacia del connubio tra tecnologia e presidio del territorio.

​Il primo a finire nella rete degli investigatori è stato un cittadino tunisino di 35 anni, regolarmente residente in Italia ma già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. L’uomo è stato rintracciato e arrestato nella serata del 7 ottobre.

​Per catturare il secondo complice, invece, è servito l’intuito eccezionale e lo spirito di servizio di una carabiniera fuori servizio. La sera dell’8 ottobre, intorno alle 22:30, la militare, in servizio presso la Stazione di Montecatini Terme, sta camminando nel centro cittadino quando nota un volto familiare tra la folla. È il secondo sospettato: un cittadino senegalese di 38 anni (classe 1988), disoccupato e senza fissa dimora. Senza esitare, la carabiniera allerta la centrale e richiede l’intervento immediato di una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, che giunge sul posto in una manciata di minuti bloccando l’uomo prima che potesse far perdere le proprie tracce.

​Su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari di Pistoia, che ha accolto le richieste della Procura emettendo le relative ordinanze di custodia cautelare in carcere, entrambi i fermati sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Pistoia.

​Come ricordano gli stessi inquirenti, per tutti i soggetti coinvolti vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale condanna definitiva. L’operazione della Compagnia di Montecatini Terme restituisce tuttavia serenità alla comunità locale, dimostrando come la presenza costante e l’attenzione vigile delle forze dell’ordine – anche a servizio finito – restino il riparo più solido contro la criminalità. 

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