TOSCANA – La Regione Toscana si schiera contro il tetto massimo del 30% di studenti con background migratorio nelle classi delle scuole italiane. Il provvedimento, inserito nel decreto-legge del 30 settembre 2026 n. 170, ha ricevuto il voto contrario della Toscana nelle Commissioni della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
A comunicarlo è Alessandra Nardini, assessora regionale con deleghe a educazione, istruzione, accoglienza e immigrazione, che ha ribadito la contrarietà della Regione alla misura prevista per l’anno scolastico 2026/2027.
“Il nostro no è convinto”, ha dichiarato Nardini, spiegando di aver chiesto lo stralcio integrale degli articoli 12 e 13 del decreto. Il primo riguarda gli interventi urgenti per promuovere l’integrazione degli studenti stranieri nel sistema scolastico, mentre il secondo stabilisce i criteri per la composizione delle classi nei contesti multiculturali.
La posizione toscana è stata espressa nel corso di due distinte votazioni, svolte nelle Commissioni Sociale e Istruzione della Conferenza delle Regioni, chiamate a formulare il proprio parere sul provvedimento.
Esiti differenti nelle due Commissioni. La Commissione Sociale ha espresso parere negativo a maggioranza, con tre voti contrari e due favorevoli. Di segno opposto il risultato della Commissione Istruzione, dove il parere positivo è passato con sei voti favorevoli e cinque contrari.
La Toscana ha dunque confermato la propria opposizione alla soglia del 30%, chiedendo che le disposizioni contestate vengano eliminate dal testo del decreto.
Il confronto riguarda un tema centrale per il mondo della scuola: come organizzare le classi nei contesti multiculturali e promuovere l’integrazione degli alunni con background migratorio. La posizione della Regione, espressa attraverso il voto contrario nelle due Commissioni, è quella di non condividere le misure introdotte dal decreto e di chiederne lo stralcio.
