Di Manuel Santini
Dai piccoli cambiamenti nella quotidianità ai segnali che rischiamo di sottovalutare: imparare a osservare cani e gatti può aiutarci a riconoscere il dolore e, talvolta, a salvare loro la vita.
Come possiamo capire che un animale sta male, se non può dirci che cosa sente?La risposta è spesso nascosta nei piccoli cambiamenti del comportamento quotidiano. Cani e gatti comunicano anche attraverso un linguaggio non verbale, fatto di posture, espressioni, movimenti e abitudini che possono rivelare uno stato di disagio. Tremori, atteggiamenti insoliti, alterazioni delle normali abitudini igieniche o la tendenza a isolarsi e a nascondersi sono alcuni dei segnali che meritano attenzione. Non sempre, però, è facile interpretarli. Ciò che a noi può sembrare un capriccio, una stranezza o un semplice cambiamento d’umore può essere il primo indizio di un problema di salute. Dobbiamo partire da un presupposto: i nostri amici a quattro zampe sono animali abitudinari. Come se seguissero un personale orologio biologico, scandiscono le giornate attraverso routine che riguardano il sonno, l’alimentazione, il gioco, il movimento e le relazioni con chi li circonda. È proprio osservando le variazioni di queste abitudini che il proprietario, insieme al medico veterinario, può cominciare a ricostruire ciò che sta accadendo. Un cambiamento, da solo, non basta per formulare una diagnosi, ma può rappresentare un indizio prezioso da non trascurare.
Imparare a leggere gli sguardi
Nella mia esperienza professionale ho imparato a prestare molta attenzione agli occhi degli animali. Può sembrare strano, ma spesso il loro sguardo, insieme all’espressione del muso e all’atteggiamento del corpo, ci offre informazioni importanti sul loro stato. Ci sono animali che appaiono stanchi, meno reattivi, quasi ritirati dal mondo che li circonda; altri che, nonostante il dolore, continuano a cercare il contatto e a rispondere agli stimoli. Ogni soggetto reagisce in modo diverso alla malattia e al dolore, proprio perché entrano in gioco caratteristiche individuali, esperienze e modalità differenti di manifestare il disagio. Anche cani e gatti possiedono un sistema nervoso capace di elaborare le emozioni e di integrare le risposte agli stimoli ambientali e corporei. Questo contribuisce alla complessità del loro comportamento, ma ci ricorda anche quanto sia importante non interpretare ogni segnale in modo automatico: bisogna sempre considerare l’animale nella sua individualità. Un aspetto fondamentale riguarda proprio il dolore. Non è corretto pensare che gli animali abbiano necessariamente una soglia del dolore più elevata della nostra. Sappiamo, invece, che possono manifestarlo in maniera diversa e, in alcune circostanze, mascherarne i segni. Per questo, quando il dolore diventa evidente, non bisogna aspettare che compaiano altri sintomi per chiedere una valutazione veterinaria.
Il veterinario Manuel Santini è disponibile presso l’ambulatorio Marco Polo, a Viareggio in via Venezia 15, e contattabile al numero 3334767294