Dopo il rogo l’allarme, scattano le precauzioni: finestre chiuse e stop agli ortaggi coltivati in zona

PONTEDERA – Finestre chiuse, pulizia accurata delle superfici esterne e attenzione a ciò che arriva sulle tavole. Sono alcune delle indicazioni rivolte ai cittadini dopo la nube di fumo sprigionata dall’incendio nella zona industriale di Gello. In attesa delle conclusioni degli accertamenti ambientali, il Comune ha messo nero su bianco le misure da seguire per ridurre i possibili rischi.

Il provvedimento interessa due aree distinte: entro 500 metri dal luogo dell’incendio le aziende devono interrompere temporaneamente le attività; entro due chilometri vengono invece applicate raccomandazioni specifiche per la popolazione.

Chi si trova nell’area indicata deve tenere chiusi gli infissi e ridurre le uscite. Sono da evitare le attività sportive e ricreative all’aperto, in particolare gli sforzi intensi come correre, andare in bicicletta o praticare sport di squadra. Il Comune raccomanda inoltre di limitare l’impiego di impianti che aspirano aria dall’esterno.

Come comportarsi in casa e all’aperto

La pulizia delle aree esterne richiede particolare cautela. Per rimuovere eventuali residui da tavoli, sedie, giochi per bambini e altre superfici, l’indicazione è di utilizzare acqua, meglio se accompagnata da detergenti. Da evitare le pulizie a secco e le operazioni che possono sollevare polvere da cortili e terrazzi.

Anche la gestione degli alimenti richiede attenzione: gli ortaggi coltivati all’aperto nella zona potenzialmente interessata, in particolare quelli a foglia larga, non devono essere consumati fino a nuove indicazioni. Frutta e verdura vanno lavate bene e gli alimenti lasciati all’esterno devono essere protetti.

Le precauzioni comprendono gli animali domestici e quelli da cortile, da tenere al riparo se possibile in ambienti chiusi. Occorre proteggere acqua e mangimi da eventuali ricadute e sospendere temporaneamente l’utilizzo dei foraggi esposti durante l’evento.

Controlli su aria e possibili ricadute

Il quadro è seguito dai tecnici di Asl e Arpat, impegnati nelle verifiche per stabilire l’eventuale impatto ambientale. Il coordinamento è stato affrontato anche in Prefettura, mentre le disposizioni comunali riguardano pure le aziende agricole e gli operatori alimentari presenti nelle aree considerate potenzialmente coinvolte.

Per queste attività è necessario mettere al riparo materie prime, prodotti alimentari e mangimi, evitare lavorazioni o esposizioni all’aperto e prevenire la contaminazione di attrezzature e superfici.

Al momento le precauzioni servono a proteggere la popolazione durante gli approfondimenti tecnici. Saranno gli esiti delle verifiche e le successive comunicazioni ufficiali a chiarire se le misure potranno essere modificate.

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