Dalle grandi inchieste alla guida del Commissariato di Carrara: Antonio Dulvi Corcione, una carriera costruita sul campo

Di Letizia Tassinari

CARRARA – Una carriera trascorsa in prima linea, indagini complesse, operazioni importanti contro la criminalità e una conoscenza profonda del territorio apuano. Per Antonio Dulvi Corcione si apre un nuovo capitolo professionale: dopo aver guidato la Squadra Mobile della Questura di Massa-Carrara con la qualifica di vicequestore aggiunto, assume la direzione del Commissariato di Polizia di Stato di Carrara, raggiungendo un nuovo e prestigioso traguardo nel suo percorso in Polizia. La sua storia professionale è legata da molti anni alla provincia apuana, dove ha seguito alcune delle più delicate attività investigative degli ultimi decenni. Un territorio che conosce a fondo, così come conosce le dinamiche della criminalità locale e il lavoro quotidiano necessario per contrastarla.

Originario di Afragola, laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli, Corcione è entrato in Polizia nel 1996. Prima di approdare stabilmente a Massa-Carrara, ha maturato esperienze nei reparti mobili e nei servizi dedicati alla gestione dell’ordine pubblico, prestando servizio anche in realtà impegnative come Firenze e Arezzo. Un percorso che gli ha consentito di acquisire competenze diverse, dall’impiego operativo alla gestione di attività investigative articolate.
Il suo arrivo nella provincia apuana risale ai primi anni Duemila. Qui ha ricoperto incarichi nell’ambito della polizia amministrativa e dell’Ufficio Immigrazione, prima di assumere, nell’ottobre 2010, la guida della Squadra Mobile. Da quel momento il suo nome è stato associato a numerose indagini di rilievo, condotte insieme agli investigatori della Questura e anche in collaborazione con le altre forze dell’ordine.

Le grandi inchieste e la lotta alla criminalità
Tra le attività investigative più significative figurano quelle contro il traffico di sostanze stupefacenti. Nell’ottobre 2021, per esempio, la Squadra Mobile diretta da Corcione portò a termine l’operazione “Ultimo Giorno”, che colpì una rete di spaccio attiva nella provincia di Massa-Carrara. L’indagine si concluse con dieci arresti e il sequestro di migliaia di dosi di cocaina, facendo emergere un sistema di consegne organizzato direttamente a domicilio.
Un altro capitolo importante riguarda le indagini sui cosiddetti falsi incidenti stradali, un fenomeno che per anni ha impegnato gli investigatori apuani e che è stato al centro della complessa inchiesta conosciuta come “Il botto”. Un lavoro investigativo articolato, sviluppato attraverso accertamenti, intercettazioni e pedinamenti, per ricostruire presunti meccanismi fraudolenti ai danni delle compagnie assicurative.
Nel suo percorso professionale rientrano inoltre attività investigative di grande delicatezza, fra cui quelle legate al duplice omicidio di Enrico Baria e Andrea Fruzzetti, i due giovani uccisi a Montignoso nella notte di Natale del 2013. Un caso che scosse profondamente la comunità locale e che richiese un importante lavoro investigativo.
Sono vicende diverse fra loro, accomunate dalla necessità di ricostruire fatti complessi, raccogliere elementi di prova e individuare responsabilità, attraverso un lavoro spesso lungo e lontano dai riflettori.

Un riconoscimento per il servizio alla collettività
Il valore del percorso professionale di Corcione è stato riconosciuto anche sul piano istituzionale. Il 2 giugno 2026, durante le celebrazioni per la Festa della Repubblica, gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, insieme ad altri cittadini distintisi per il proprio impegno.
Ora arriva la nuova responsabilità alla guida del Commissariato di Carrara, incarico che rappresenta un ulteriore passaggio in una carriera sviluppata attraverso esperienze operative, investigative e di coordinamento.
Per Corcione si tratta di mettere a disposizione della città le competenze maturate in tanti anni di servizio, con l’obiettivo di garantire sicurezza, prevenzione e contrasto ai fenomeni criminali, in un rapporto costante con le istituzioni e con la comunità.
La promozione porta con sé anche un significato personale: è il riconoscimento di un percorso costruito sul lavoro quotidiano, sulla conoscenza del territorio e sulla responsabilità di coordinare donne e uomini chiamati a operare in situazioni spesso difficili.
Ad Antonio Dulvi Corcione, che lascia la guida della Squadra Mobile per assumere quella del Commissariato di Carrara, va dunque l’augurio di buon lavoro per questo nuovo incarico, con la certezza che saprà affrontarlo mettendo a frutto l’esperienza maturata in tanti anni di attività al servizio dello Stato.

Ti protrebbe interessare

Guardia di Finanza, 12 nuovi marescialli in arrivo a Prato: più controlli contro evasione e frodi

Finto carabiniere in azione, ma la vittima non ci casca: due giovani denunciati

Dopo il rogo l’allarme, scattano le precauzioni: finestre chiuse e stop agli ortaggi coltivati in zona