PISA – Telefonate continue, pedinamenti, insulti e minacce. Una spirale di presunte persecuzioni che sarebbe proseguita per mesi dopo la scarcerazione, fino a quando la donna ha trovato il coraggio di chiedere aiuto alla Polizia. Un uomo di 45 anni, di origini tunisine, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Pisa in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per stalking nei confronti dell’ex moglie, madre di sua figlia.
L’uomo, senza fissa dimora e con precedenti penali, è stato rintracciato in un capanno di fortuna nella zona rurale di via di Gello. A suo carico il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pisa, sulla base degli elementi raccolti durante le indagini.
La richiesta di aiuto dopo anni di paura
La svolta è arrivata quando il quarantacinquenne si è presentato improvvisamente nell’abitazione della ex compagna. Temendo per la propria sicurezza, la donna ha chiamato il numero unico di emergenza 112.
Gli agenti intervenuti hanno raccolto il suo racconto, facendo emergere una situazione che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe andata avanti dalla scarcerazione dell’uomo, avvenuta nel 2024. Da quel momento sarebbero iniziate le condotte persecutorie, con telefonate insistenti, pedinamenti, gravi ingiurie e minacce.
La vittima, secondo quanto riferito dalla Polizia, avrebbe vissuto a lungo in uno stato di soggezione e paura, senza riuscire a confidare a nessuno quanto stava accadendo. Soltanto durante quell’intervento ha trovato la forza di raccontare agli agenti le presunte vessazioni subite.
Nel 2017 l’aveva ferita con un trincetto
A rendere il quadro particolarmente delicato è il precedente che riguarda proprio la stessa donna. Nel 2017, infatti, l’uomo l’aveva ferita con un trincetto. Per quell’aggressione e per altre condotte era stato condannato a diversi anni di carcere.
Un passato che ha assunto un peso rilevante nella valutazione della situazione e nella decisione dell’autorità giudiziaria di disporre una misura cautelare nei confronti dell’indagato.
L’indagine e il provvedimento del giudice
Dopo la segnalazione, la sezione specializzata nel contrasto alla violenza di genere della Squadra Mobile di Pisa ha avviato accertamenti coordinati da un magistrato del gruppo dedicato della Procura.
Gli investigatori hanno analizzato le conversazioni presenti sul cellulare della donna e raccolto numerose testimonianze, ricostruendo un quadro indiziario ritenuto grave. Gli elementi acquisiti sono stati quindi sottoposti al gip, che ha disposto la custodia cautelare in carcere anche alla luce dei precedenti dell’uomo.
Rintracciato in un capanno nella campagna pisana
Le ricerche per eseguire l’ordinanza si sono rivelate complesse. Il quarantacinquenne era infatti privo di una dimora stabile e riuscire a individuarlo ha richiesto un’attenta conoscenza del territorio e dei luoghi utilizzati come riparo di fortuna.
Gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti infine a rintracciarlo sabato mattina in un capanno improvvisato nell’area rurale di via di Gello, procedendo all’arresto.
L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto alla violenza di genere portata avanti dalla Polizia di Stato, con particolare attenzione ai casi in cui le condotte persecutorie si inseriscono in un contesto di precedenti violenze. Le responsabilità dell’indagato dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.