Mattarella a Firenze, il cielo si tinge di tricolore: le Frecce e la Folgore per celebrare le Forze Armate

FIRENZE – Una giornata di grande intensità istituzionale ed emotiva, con il tricolore protagonista nel cielo e il ricordo di una tragedia che, a distanza di sessant’anni, continua a vivere nella memoria collettiva. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato questa mattina a Firenze per partecipare alle celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, in una ricorrenza resa ancora più significativa dal sessantesimo anniversario dell’alluvione del 4 novembre 1966.

Il momento centrale della mattinata si è svolto sulla terrazza di Piazzale Michelangelo, dove il Capo dello Stato è stato accolto dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dalla sindaca Sara Funaro. Ad attenderlo anche numerosi cittadini e bambini con le bandierine italiane.

Dopo aver passato in rassegna i reparti schierati, Mattarella ha assistito alla cerimonia ufficiale, aperta dalle note dell’Inno di Mameli e alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto, del capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e delle principali autorità civili e militari.

A rendere particolarmente suggestiva la celebrazione sono stati due momenti spettacolari: il lancio di un paracadutista della Brigata Folgore dell’Esercito, che ha portato con sé la bandiera italiana, e il doppio passaggio della Pattuglia Acrobatica Nazionale, con le Frecce Tricolori che hanno attraversato il cielo sopra la città.

La scelta di Firenze per la celebrazione nazionale non è casuale. Proprio il 4 novembre di sessant’anni fa l’Arno straripò, trasformando strade, piazze e abitazioni in un’immensa distesa di acqua e fango. Una catastrofe che provocò 36 vittime, oltre a dispersi mai quantificati, e causò danni enormi al patrimonio artistico e culturale.

In quei giorni drammatici le Forze Armate furono in prima linea nei soccorsi alla popolazione. Militari, volontari e giovani arrivati da ogni parte d’Italia e dall’estero lavorarono senza sosta per salvare vite, liberare abitazioni e recuperare quanto possibile dal fango. Una mobilitazione straordinaria che consegnò alla storia anche gli Angeli del fango.

L’alluvione danneggiò circa 1.200 beni artistici. Tra le immagini simbolo di quella tragedia rimane il Crocifisso di Cimabue, gravemente compromesso dall’acqua e dal fango.

La giornata del Presidente della Repubblica proseguirà nel pomeriggio con un appuntamento particolarmente significativo: alle 16.30, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, è prevista la cerimonia istituzionale dedicata ai sessant’anni dall’alluvione.

Una ricorrenza che non rappresenta soltanto il ricordo di una calamità, ma anche il riconoscimento del coraggio di chi, in quelle ore terribili, non esitò a mettere a rischio la propria vita per aiutare gli altri.

Sessant’anni dopo, il messaggio di quella solidarietà torna a essere protagonista: perché la memoria di Firenze è anche la storia di un Paese che seppe unirsi davanti a una tragedia.

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