Cyberattacchi alle celle frigorifere, l’allarme del professor Simoncini: “Non bastano le sanzioni, serve una nuova cultura digitale”


FIRENZE – Gli attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione, che in questi giorni hanno interessato diverse aziende in Italia e in Europa, riportano al centro il tema della cybersicurezza e della protezione dei servizi essenziali. In Toscana gli episodi hanno coinvolto la Siaf di Bagno a Ripoli, società che gestisce la ristorazione collettiva per scuole, ospedali e aziende, senza conseguenze sull’operatività, e avrebbero interessato anche uno stabilimento di surgelati con sede a Prato.
Il fenomeno ha assunto una dimensione internazionale, coinvolgendo, oltre all’Italia, Paesi come Francia, Belgio, Svezia e Paesi Bassi.
A richiamare l’attenzione sui rischi della trasformazione digitale è il professor Andrea Simoncini, docente di Diritto costituzionale e pubblico all’Università di Firenze e direttore di CybeRights, centro interuniversitario di ricerca sulla cybersicurezza con sede nel capoluogo toscano.
“Se le vulnerabilità di un sistema progettato da una multinazionale con sede nello Jutland producono conseguenze a Parigi come in Toscana, in campo sanitario come nella ristorazione o nella grande distribuzione, dobbiamo essere sempre più consapevoli che la rivoluzione digitale ha cambiato non solo il mercato globale dei servizi, ma anche i rischi legati alla tutela dei nostri diritti”, osserva Simoncini.
Il problema, sottolinea il docente, non riguarda soltanto la sicurezza dei dati personali e sanitari, ma può arrivare a coinvolgere anche l’accesso a beni e servizi di prima necessità.
Prevenzione e formazione diventano fondamentali
Ma come prevenire attacchi di questo tipo? Per Simoncini non è sufficiente puntare sulle sanzioni, che intervengono quando il danno è ormai avvenuto e non sempre consentono di individuare i responsabili.
“Il cyberspazio è un bene di tutti e non si può difenderlo solo minacciando sanzioni. Bisogna intervenire prima, sulle conoscenze e competenze di tutti noi”, afferma il professore.
La sicurezza digitale, secondo Simoncini, è ormai una condizione indispensabile per esercitare i propri diritti in piena libertà e consapevolezza. Da qui l’importanza di diffondere una cultura della cittadinanza digitale, coinvolgendo istituzioni, imprese e cittadini.
È proprio questa la missione di CybeRights, che promuove ricerca, formazione e conoscenza delle regole di convivenza nello spazio digitale, anche sotto il profilo giuridico. Tra le attività del centro figurano corsi rivolti alle pubbliche amministrazioni e alle imprese, oltre a incontri aperti alla cittadinanza.
Una rete di dieci istituzioni di ricerca
CybeRights è un centro interuniversitario coordinato dall’Università di Firenze attraverso il Dipartimento di Scienze giuridiche. La rete comprende dieci istituzioni italiane: oltre a Unifi, il Consiglio nazionale delle ricerche, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e le Università di Bologna, Cagliari, Genova, Milano Statale, Palermo, Roma Tre e Salerno.
Nato nell’ambito del partenariato esteso Serics (Security and Rights in the CyberSpace), finanziato dal Pnrr, il centro ha sede a Firenze ed è stato concepito come struttura permanente per dare continuità alla ricerca sulla sicurezza informatica e sulla tutela dei diritti fondamentali nell’era digitale.

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