“L’ibis di Palmira e il merlo ribelle”[Recensione libro]

L’ibis di Palmira e il merlo ribelle (S. Dini Gandini, Notes edizione 2018)

“Le scelte che ho fatto mi hanno allontanato dalla mia gente, eppure, allo stesso tempo, sapevo che non avrei potuto fare altrimenti: non sarei stato felice. Ogni scelta comporta delle conseguenze e non se non sempre è facile riuscire a sopportarle. Ma da quando ho conosciuto te, il mio mondo è cambiato. Il nostro mondo è cambiato.”

Esistono ancora storie che sanno con sapienza e ironia intrecciare il passato e il presente e Simone Dini Gandini, già apprezzato autore di testi e lavori teatrali per l’infanzia, con “L’ibis di Palmira e il merlo ribelle” ci riesce.

La storia ricalca le tradizioni favolistiche che affondano in radici lontane fra Esopo e Fedro: un gruppo di animali parlanti, a volte pettegoli, splendidamente imperfetti e che ricalcano comportamenti umani, si trovano alle prese con l’arrivo di un uccello diverso, mai visto.

Ai loro occhi la creatura misteriosa sembra mostruosa; sarà proprio il merlo ribelle del gruppo a facilitare il contatto con il nuovo arrivato e a sostenerlo nella sua avventura.

L’incontro tra gli animali che stanno tra il lago e il mare, lungo un canale incantato dalla natura, è l’occasione per conoscere la storia dell’ibis eremita di Palmira, l’antica città Siriana, sede di un famoso sito archeologico distrutto dalla guerra, ispirata a una vicenda reale.

La scrittura procede con disinvoltura, coinvolgimento, emozioni, sorrisi, con un occhio sempre attento ai temi dell’attualità più scottanti che, attraverso la fiaba, riescono a essere trasmessi anche ai lettori più giovani.

Un grande amore per la natura viene emanato nelle pagine del testo: se è riconoscibile l’habitat tra il Lago di Massaciuccoli e il mare, il microcosmo narrato dove gli animali vivono diviene un piccolo universo capace di sollecitare la curiosità, l’avventura, la conoscenza e il rispetto per l’ambiente.

Le relazioni tra gli animali, i loro dialoghi freschi e avvincenti, ispirati a comportamenti umani diffusi, sono un’ ottimo stimolo per innescare nei bambini (e non solo) lo splendido gioco di “mettersi nei panni degli altri” per cui la lettura è abile strumento.

La fiaba è anche un inno alla solidarietà al gioco di squadra, alla collettività che vince sulla solitudine.

Il testo è arricchito dai disegni del galiziano David Pintor: le sue tavole in bianco e nero a metà tra fiaba e graphic novel, sanno cogliere i momenti più significativi della lettura, catturando l’attenzione dei bambini e ampliando la possibilità di comprensione e di lavoro sul testo.

L’autore

Simone Dini Gandini è nato a Viareggio. Ha collaborato con la Fondazione Carnevale e con la Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago. Ha scritto poesie, racconti, testi teatrali, libretti operistici per i più piccoli.

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