Sant’Anna di Stazzema, la memoria che resiste: un libro per capire il passato e difendere la democrazia

La memoria come strumento per comprendere il passato, costruire consapevolezza e difendere la democrazia nel presente. È questo il filo conduttore del libro “Sant’Anna di Stazzema – Memorie di guerra, culture di pace” (Donzelli Editore, 2025), edizione rinnovata e ampliata del precedente lavoro realizzato da Caterina Di Pasquale (“Il ricordo dopo l’oblio. Sant’Anna di Stazzema, la strage, la memoria”).

Lei, antropologa, scrittrice, docente dell’Università di Pisa ha indagato a lungo sul primo “massacro eliminazionista” compiuto in Italia dai nazisti nell’estate del 1944 e giovedì 4 giugno alle 17.30 nella Sala di Rappresentanza di Palazzo Ducale a Lucca ne parlerà diffusamente, grazie all’iniziativa promossa dalla Provincia di Lucca e da Liberation Route Italia. In questo dialogo Caterina Di Pasquale sarà accompagnata dallo storico Gianluca Fulvetti, tra i maggiori studiosi italiani delle stragi nazifasciste e della guerra contro i civili. Un incontro che arriva in un momento particolarmente significativo, a pochi giorni dalla partenza ufficiale del Cammino ’44 Sant’Anna di Stazzema-Monte Sole, prevista il 20 giugno alle 9.30 da Pietrasanta, lungo il percorso che unisce due dei luoghi simbolo delle stragi naziste e fasciste in Italia, attraversando i luoghi segnati dalla guerra, dalla Resistenza e dalla Liberazione: un progetto promosso proprio da Liberation Route Italia, sezione italiana della Fondazione Liberation Route Europe, con la collaborazione e grazie al contributo di Regione Toscana e Regione Emilia-Romagna.

Pubblicato per la prima volta nel 2010 e oggi riproposto in una nuova edizione, il volume rappresenta uno dei contributi più importanti dedicati alla memoria della strage di Sant’Anna di Stazzema. Attraverso una lunga ricerca sul campo e il dialogo con i sopravvissuti e le loro famiglie, Caterina Di Pasquale – antropologa e studiosa dei processi di costruzione della memoria collettiva – ricostruisce non soltanto l’eccidio del 12 agosto 1944, ma anche il difficile percorso attraverso cui una comunità ferita ha custodito, trasmesso e trasformato il proprio ricordo nel corso dei decenni. Il libro affronta infatti una domanda ancora attuale: che cosa accade dopo una tragedia collettiva? Come si conserva la memoria quando il tempo passa, i testimoni scompaiono e il rischio dell’oblio diventa concreto? È proprio attorno a questi interrogativi – più che mai attuali oggi con gli scenari di guerra del nostro tempo – che si svilupperà il dialogo tra Di Pasquale e Fulvetti, offrendo una riflessione sul rapporto tra storia, memoria pubblica e responsabilità civile.

A oltre ottant’anni dagli eventi, la presentazione del volume rappresenta dunque un’occasione per riflettere sul valore della memoria come patrimonio condiviso e sulla necessità di continuare a raccontare le storie delle comunità colpite dalla violenza nazifascista, affinché il ricordo non diventi mai soltanto commemorazione, ma rimanga uno strumento vivo di conoscenza e di educazione alla pace.

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