Uccise due escort, ergastolo per Vasile Frumuzache 

Un anno dopo l’arresto è arrivata la sentenza che chiude, almeno in primo grado, una delle pagine di cronaca nera più sconvolgenti degli ultimi anni tra Prato e la Valdinievole. La Corte d’Assise di Firenze ha condannato all’ergastolo Vasile Frumuzache, la guardia giurata romena di 34 anni che aveva confessato gli omicidi di Maria Denisa Paun e Ana Maria Andrei, due giovani escort sue connazionali scomparse a distanza di mesi l’una dall’altra.

La decisione dei giudici è stata accolta da un lungo applauso e dalle lacrime della madre di Maria Denisa, presente in aula. Un pianto liberatorio, dopo mesi di dolore e attesa, culminato nell’abbraccio con i legali che hanno assistito la famiglia della vittima.

La Corte ha confermato la pena massima, aggiungendo anche diciotto mesi di isolamento diurno. I giudici hanno escluso l’aggravante della premeditazione contestata per uno dei due delitti, ma hanno mantenuto quella dei futili motivi, elemento che ha comunque portato alla condanna all’ergastolo.

La vicenda aveva iniziato a emergere pubblicamente nella primavera del 2025, quando Maria Denisa Paun, trentenne residente a Roma ma spesso impegnata in incontri di lavoro in varie città italiane, scomparve improvvisamente da Prato. La donna era stata vista per l’ultima volta nel residence di via Ferrucci, dove aveva ricevuto alcuni clienti. Da quel momento il telefono aveva smesso di squillare e amici e familiari non erano più riusciti a contattarla.

Le indagini degli investigatori, coordinate dal Procuratore Capo di Prato dottor Luca Tescaroli, si concentrarono rapidamente su Frumuzache grazie all’incrocio dei tabulati telefonici, ai dati del gps della sua automobile e alle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza. Messo alle strette dagli elementi raccolti dagli inquirenti, l’uomo confessò il delitto e indicò il luogo in cui aveva nascosto il corpo della donna, abbandonato tra la vegetazione nei boschi della Valdinievole dopo essere stato decapitato e dato alle fiamme nel tentativo di cancellare ogni traccia.

Quella confessione aprì però uno scenario ancora più inquietante. Durante le perquisizioni nella sua abitazione di Monsummano Terme gli investigatori individuarono infatti un’auto sospetta, riverniciata di recente. Gli accertamenti permisero di stabilire che si trattava della vettura utilizzata da Ana Maria Andrei, escort ventisettenne residente a Montecatini Terme e scomparsa nel luglio del 2024.

La giovane era stata uccisa quasi un anno prima alla periferia di Montecatini. Anche in quel caso il corpo era stato nascosto in una zona boschiva. Fu lo stesso Frumuzache a condurre gli investigatori sul luogo dove si trovavano i resti della ragazza, facendo emergere un secondo omicidio rimasto fino ad allora senza colpevole.

Secondo l’accusa, entrambe le donne sarebbero state assassinate per motivi economici, per impossessarsi del denaro che avevano con sé. Una ricostruzione contestata dalla difesa, che ha invece sostenuto motivazioni differenti dietro i due delitti. Una linea che però non ha convinto la Corte.

La vicenda giudiziaria non è comunque conclusa. I difensori hanno già annunciato che, dopo il deposito delle motivazioni, valuteranno il ricorso in Appello. Per la giustizia, però, il primo verdetto è netto: due omicidi, due giovani vite spezzate e una condanna all’ergastolo che segna un punto fermo in una delle inchieste più drammatiche degli ultimi anni in Toscana.

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