Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lucca, dottoressa Raffaella Poggi, ha sciolto la riserva e ha convalidato il fermo di Piero Moriconi, il muratore di 63 anni accusato di aver ucciso la moglie Kety Andreoni e il figlio Mirko nella loro abitazione di Pieve di Camaiore. La decisione arriva al termine dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto nel carcere San Giorgio, dove l’uomo è detenuto, e resta. Accolta la richiesta del pm dottoressa Elena Leone.
Davanti al gip, Moriconi ha scelto di non rispondere alle domande, avvalendosi della facoltà prevista dalla legge.
Una linea difensiva diversa rispetto a quella tenuta poche ore dopo il duplice omicidio, quando, davanti al pubblico ministero Elena Leone, aveva ricostruito quanto accaduto e ammesso di aver sparato contro i familiari.
Nel corso dell’udienza è emersa anche un’importante novità sul fronte della difesa. Moriconi ha infatti revocato il difensore d’ufficio e ha annunciato di voler essere assistito da un legale di fiducia, il cui nome non è stato ancora reso noto.
La Procura continua a contestare un quadro accusatorio particolarmente grave e, tra gli elementi oggetto di valutazione, vi è anche la possibile premeditazione del duplice omicidio, ipotesi formulata sulla base delle dichiarazioni rese dall’indagato subito dopo il fermo e degli ulteriori riscontri investigativi raccolti dai carabinieri.
All’uscita dal carcere, l’ormai ex difensore d’ufficio Giacomo Fabbri ha descritto lo stato d’animo del suo assistito. “Moriconi è un uomo distrutto, consapevole di aver cancellato la vita della moglie e del figlio e di rischiare di trascorrere il resto dei suoi giorni in carcere”, ha dichiarato ai giornalisti.
Le indagini della Procura di Lucca proseguono intanto per ricostruire ogni dettaglio della tragedia che, nel pomeriggio del 24 giugno, ha sconvolto la comunità di Pieve di Camaiore. Gli investigatori stanno continuando ad approfondire il contesto familiare in cui è maturato il duplice delitto, mentre l’inchiesta entra ora in una nuova fase dopo la convalida del fermo e il cambio della difesa.