La Folgore dona vita: quasi 90 paracadutisti al Centro Trasfusionale per sangue e plasma

Un gesto concreto di solidarietà che arriva in un periodo particolarmente delicato per le scorte di sangue. Quasi novanta militari del 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” hanno partecipato a una speciale iniziativa di donazione di sangue e plasma al Centro Trasfusionale dell’ospedale di Livorno, confermando il forte legame tra il reparto dell’Esercito e il presidio sanitario cittadino.

L’iniziativa, articolata su due giornate e guidata dal comandante del Reggimento, il colonnello Girolamo Bufi, ha avuto l’obiettivo di contribuire concretamente al mantenimento delle riserve ematiche e di promuovere la cultura della donazione, soprattutto nel periodo estivo, quando il numero dei donatori tende fisiologicamente a diminuire.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il direttore sanitario del presidio ospedaliero di Livorno, Spartaco Mencaroni, che ha evidenziato come la presenza dei paracadutisti rappresenti un esempio significativo del ruolo che le istituzioni possono svolgere nella diffusione dei valori della solidarietà e del dono, in un momento in cui il fabbisogno di sangue resta costante nonostante il calo delle donazioni.

Anche la direttrice della struttura di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale di Livorno, Elena Sardano, ha espresso il proprio ringraziamento ai militari per la disponibilità dimostrata, auspicando che il loro esempio possa incoraggiare soprattutto i più giovani ad avvicinarsi alla donazione, un gesto semplice ma essenziale per garantire sangue e plasma destinati a interventi chirurgici, emergenze e terapie quotidiane.

L’Azienda USL Toscana nord ovest ha infine rivolto un ringraziamento a tutto il personale del Centro Trasfusionale e all’infermiera Giovanna Cersosimo, maresciallo ordinario del 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, per il lavoro organizzativo che ha consentito la riuscita dell’iniziativa.

Un esempio di collaborazione tra sanità e Forze Armate che, ancora una volta, dimostra come un semplice gesto possa trasformarsi in un aiuto concreto per salvare vite umane.

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