Trenta minuti di grande apprensione, conclusi con un lungo abbraccio e un sospiro di sollievo. È la disavventura vissuta da una famiglia australiana in vacanza a Forte dei Marmi, il cui bambino di appena quattro anni si è smarrito durante il tradizionale mercato settimanale.
Il piccolo, approfittando di un attimo di distrazione della babysitter che lo stava accompagnando, si è allontanato tra i banchi, perdendo rapidamente l’orientamento nel continuo via vai di persone. Spaventato e in lacrime, è rimasto da solo in mezzo alla folla.
A notarlo è stato l’agente della Polizia Locale Mattia Tonarelli, impegnato nel servizio di vigilanza del mercato. Resosi conto della situazione, si è avvicinato con calma al bambino, cercando di rassicurarlo e di capire, anche attraverso le poche parole che il piccolo riusciva a pronunciare in inglese, come fosse accaduto l’allontanamento.
Per circa mezz’ora l’agente è rimasto accanto al bambino, conquistandone gradualmente la fiducia. Per distrarlo dalla paura gli ha mostrato alcuni strumenti in dotazione alla Polizia Locale, come la paletta e il fischietto, trasformando un momento di forte tensione in un’occasione per farlo sentire al sicuro mentre proseguivano le ricerche dei familiari.
Poco dopo sono arrivati anche i genitori, che al momento dell’accaduto si trovavano nel loro albergo. Il ricongiungimento con il figlio è avvenuto tra la commozione della famiglia e il sollievo degli operatori presenti.
“Desidero rivolgere un sincero apprezzamento all’agente Mattia Tonarelli – ha dichiarato il comandante della Polizia Locale, Andrea D’Uva – che ha gestito la situazione con professionalità, equilibrio e particolare sensibilità. In casi come questo non basta intervenire rapidamente: è fondamentale riuscire a instaurare un rapporto di fiducia con un bambino spaventato, accompagnandolo fino al ritorno dai suoi familiari”.
Una vicenda che, fortunatamente, si è conclusa con un lieto fine e che evidenzia come, oltre alla tempestività dell’intervento, siano spesso determinanti l’umanità e la capacità di relazionarsi con le persone, soprattutto quando i protagonisti sono i più piccoli.