La Toscana entra nella stagione 2026-2027 come la regione più rappresentata del calcio professionistico italiano. La Fiorentina in Serie A, l’Empoli, il Pisa, la Carrarese e l’Arezzo in Serie B, e Livorno, Pontedera e Pianese in Serie C: sono otto i club professionistici che difenderanno i colori della regione nella prossima annata, un numero che nessun’altra regione italiana raggiunge. In Serie B, con quattro squadre presenti, la Toscana stabilisce un primato che conferma la profondità della sua tradizione calcistica. Un dato che va oltre la statistica e racconta un territorio che continua a vivere il calcio come identità culturale e sociale.
La Fiorentina di Grosso e la sfida del rilancio
La Fiorentina affronta la nuova annata con un cambio significativo in panchina: Fabio Grosso, ex campione del mondo 2006, ha firmato un contratto fino al 2028 dopo la rescissione con il Sassuolo. Il tecnico romano prende in mano una società che nella stagione 2025-2026 ha vissuto il peggiore avvio della sua storia quasi centenaria, con Stefano Pioli esonerato a novembre e Paolo Vanoli chiamato a interim per gestire una campagna salvezza raggiunta solo nel finale. Con due Scudetti, sei Coppe Italia e una Coppa delle Coppe UEFA in bacheca, il club viola è chiamato a un rilancio non solo sportivo ma anche identitario.
Il calciomercato viola registra un doppio livello di interesse. Le voci di mercato accostano al club nomi come il centravanti tedesco Niclas Füllkrug e il centrocampista norvegese Kristian Thorstvedt del Sassuolo, ma la dirigenza guidata da Fabio Paratici sembra orientata anche verso profili giovani, con particolare attenzione ai talenti sudamericani under 23.
Il mercato e l’interesse per la Toscana calcistica
L’attenzione mediatica sulla stagione toscana si riflette anche nei mercati delle scommesse regolamentate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). I siti di scommesse con bonus e offerte offrono già mercati specifici sulla nuova stagione, dai pronostici sui promossi in Serie A al vincitore della Coppa Italia Frecciarossa, con quotazioni particolarmente interessanti sul rilancio della Viola e sulle possibilità delle quattro toscane di Serie B di risalire di categoria. È un contesto in cui le piattaforme autorizzate ADM registrano un aumento di operazioni nei mesi estivi, alla vigilia dell’inizio della nuova annata.
Serie B: quattro toscane per un campionato che promette battaglia
Il campionato cadetto sarà il vero termometro del calcio toscano nella prossima stagione. L’Empoli, guidato dalla sua tradizionale filosofia di crescita giovanile, cerca di consolidare la sua posizione dopo essere retrocesso dalla Serie A. Il Pisa, anch’esso retrocesso lo scorso anno dalla massima serie, ripartirà con l’obiettivo di risalire subito. La Carrarese conferma la sua permanenza in Serie B, mentre l’Arezzo torna in cadetteria dopo la promozione dalla Serie C, riportando il calcio professionistico ad alto livello nella città di Piero della Francesca.
Le tre categorie professionistiche insieme trasformano la Toscana in un laboratorio permanente. Non solo per la quantità di club, ma per la qualità di infrastrutture, tifoserie e vivai che caratterizzano la regione da decenni.
Ferragosto in Coppa Italia: derby toscani in vista
La Coppa Italia Frecciarossa 2026-2027 prenderà il via a metà agosto e regalerà subito emozioni ai tifosi toscani. Il Pisa esordirà contro l’Empoli in un derby regionale di apertura, e la vincente affronterà nel turno successivo chi passerà tra Fiorentina, Benevento o Ravenna. L’ipotesi di un secondo derby toscano già nelle fasi iniziali della competizione è quindi concreta e alimenta l’attesa dei tifosi.
Per la Fiorentina, la Coppa Italia rappresenta un obiettivo importante nel percorso di riscatto sportivo. Il torneo storicamente ha offerto ai viola alcune delle pagine più brillanti della loro storia recente e Grosso dovrà stabilire fin da subito quale peso dare alla competizione all’interno di una stagione che si preannuncia complessa.
Serie C: tradizione, sofferenze e speranze
La categoria che raccoglie i club toscani più identitari è forse anche la più complessa da leggere. Il Livorno, che ha vissuto anni d’oro in Serie A trascinato dai gol dell’indimenticato Igor Protti, fatica da tempo a risalire e cerca ora un nuovo allenatore per la panchina lasciata a giugno. Il Pontedera attraversa un periodo delicato sul fronte societario, con i tifosi che si sono riuniti in assemblea pubblica per discutere il futuro del club. La Pianese, invece, dopo anni nelle categorie dilettantistiche, punta a consolidarsi tra i professionisti e a sognare un ulteriore salto di categoria.
Una regione che vive di calcio
La Toscana entra nella stagione 2026-2027 con otto squadre nel calcio professionistico italiano, il numero più alto di qualsiasi altra regione. Da Firenze ad Arezzo, passando per Pisa, Livorno, Empoli, Carrara, Pontedera e Piancastagnaio, il territorio conferma la sua identità storica come una delle capitali del calcio nazionale. La sfida, ora, è trasformare questa rappresentanza numerica in risultati sportivi concreti: che restituiscano alla Viola il suo posto tra le grandi, permettano alle quattro toscane di Serie B di lottare per la promozione, e diano alle realtà di Serie C il tempo e le risorse per costruire un progetto stabile.