La Toscana si prepara ad affrontare la stagione degli incendi boschivi con un sistema operativo già pienamente attivo, ma soprattutto con una nuova strategia che punta a prevenire il rischio anziché limitarsi a contrastare le emergenze. È questo il messaggio lanciato dalla Regione in occasione della presentazione della campagna Aib 2026, illustrata dal presidente Eugenio Giani e dall’assessore all’Agricoltura Leonardo Marras a Palazzo Strozzi Sacrati.
La principale novità è rappresentata dal documento “Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per la gestione del rischio incendi boschivi”, uno studio definito innovativo nel panorama italiano che segna un cambio di approccio: non solo spegnere gli incendi, ma comprenderne le cause, prevederne l’evoluzione e pianificare interventi capaci di rendere il territorio più resiliente.
I dati confermano come il fenomeno stia cambiando. Nei primi sei mesi del 2026 in Toscana si sono registrati 151 incendi boschivi. Tra questi spicca il rogo del Monte Faeta, tra le province di Pisa e Lucca, che tra la fine di aprile e l’inizio di maggio ha devastato circa 660 ettari di bosco, dimostrando come il rischio non sia più limitato ai mesi estivi.
Secondo la Regione, l’aumento delle temperature, i periodi di siccità sempre più frequenti e l’abbandono di molte aree agricole stanno allungando la stagione degli incendi, favorendo roghi più rapidi, intensi e difficili da contenere.
«La Toscana ha fatto della tutela del territorio una parte fondamentale della propria identità – ha dichiarato il presidente Eugenio Giani –. Oggi gli effetti del cambiamento climatico impongono un salto di qualità: non basta intervenire quando il fuoco è già divampato, dobbiamo conoscere meglio il territorio, rafforzare la prevenzione e costruire politiche capaci di anticipare i cambiamenti. Proteggere i boschi significa difendere la sicurezza delle persone, il lavoro agricolo, la biodiversità e il turismo».
Sulla stessa linea l’assessore Leonardo Marras, che ha sottolineato come il sistema antincendi regionale sia pronto ad affrontare l’estate ma debba fare i conti con un rischio ormai profondamente mutato. «Gli incendi non sono più confinati alla stagione estiva e possono svilupparsi con maggiore intensità e rapidità. Per questo abbiamo elaborato uno studio che introduce un metodo nuovo, basato su indicatori climatici, analisi della vulnerabilità del territorio e scenari futuri, così da orientare le politiche di prevenzione».
Sul piano operativo la macchina regionale può contare su numeri importanti: circa 4.000 volontari, 400 operai forestali, oltre 600 mezzi, una flotta fino a 10 elicotteri, la Sala operativa unificata attiva 24 ore su 24, sette Centri operativi provinciali, 180 direttori delle operazioni di spegnimento e presìdi estivi sulle isole di Capraia, Giglio e Pianosa. Fondamentale anche il ruolo del Centro regionale “La Pineta” di Tocchi, struttura specializzata nella formazione del personale antincendio.
Le strategie presentate costituiranno la base del nuovo Piano operativo regionale Antincendi boschivi 2027-2029 e si affiancheranno agli strumenti già attivati, come i 20 Piani specifici di prevenzione, le Comunità Antincendi Boschivi (Firewise) e gli interventi di messa in sicurezza nelle aree colpite dai grandi incendi, tra cui quello del Monte Faeta, per il quale è già pronto un progetto post-incendio da circa 400 mila euro.
La Regione ricorda infine che dal 13 giugno è in vigore il periodo di massimo rischio incendi, con il divieto assoluto di abbruciamento dei residui vegetali fino al 31 agosto, salvo eventuali proroghe. Ai cittadini viene chiesto di adottare comportamenti responsabili e di consultare quotidianamente il bollettino regionale del rischio incendi, perché la prevenzione passa anche dalla collaborazione di tutti.