La Toscana resta tra le regioni italiane con un livello di rischio significativo per gli infortuni mortali sul lavoro. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati registrati 20 decessi, secondo il nuovo report dell’Osservatorio Vega, che colloca la regione nella fascia arancione della mappa nazionale, quella che comprende i territori con un’incidenza superiore alla media italiana ma inferiore al 125% di essa.
A livello nazionale, tra gennaio e maggio le vittime sul lavoro sono state 370: di queste, 269 sono morte durante l’attività lavorativa e 101 negli spostamenti casa-lavoro. La Lombardia continua a guidare questa drammatica classifica con 40 decessi, seguita da Veneto, Sicilia, Campania e Puglia. La Toscana condivide il sesto posto con l’Emilia-Romagna, entrambe ferme a quota 20.
Analizzando i soli incidenti avvenuti durante il lavoro, emergono dati particolarmente preoccupanti per quattro province toscane, inserite nella fascia rossa, quella con la più elevata incidenza di morti rispetto al numero degli occupati.
Tra queste spicca Livorno, dodicesima in Italia, dove si sono verificati tre decessi e un indice di incidenza pari a 21. Subito dietro si trova Pisa, tredicesima con quattro vittime e un indice di 20,9, seguita da Arezzo, quattordicesima con tre morti e un’incidenza di 19,9. In fascia rossa anche Pistoia, che occupa il ventiseiesimo posto nazionale con due decessi e un indice di 15,8.
Nella fascia arancione compare invece Lucca, quarantesima in Italia, con due infortuni mortali e un indice di incidenza pari a 12.
Firenze rientra nella zona gialla: pur avendo registrato il numero più alto di vittime in Toscana, cinque in totale, presenta un’incidenza più contenuta (10,6) grazie al maggior numero di lavoratori presenti sul territorio.
Situazione migliore nelle province inserite nella fascia bianca. Massa-Carrara ha registrato un solo decesso, mentre Grosseto, Prato e Siena non hanno fatto segnare vittime sul lavoro nei primi cinque mesi del 2026.
