Per la prima volta in Toscana i lavoratori dell’industria e del comparto manifatturiero incroceranno le braccia in uno sciopero regionale unitario. La mobilitazione, promossa da Cgil, Cisl e Uil, è in programma per giovedì 9 luglio e culminerà con una manifestazione nel centro di Firenze.
L’iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione dei sindacati per le difficoltà che stanno attraversando numerosi settori produttivi della regione. Dalla moda alla pelletteria, passando per il tessile, la meccanica, l’automotive e la siderurgia, sono molte le aziende alle prese con cali produttivi, ricorso agli ammortizzatori sociali e prospettive occupazionali sempre più incerte.
Lo sciopero interesserà i dipendenti delle attività manifatturiere, oltre ai lavoratori delle aziende che operano nei comparti dell’energia, del gas, del servizio idrico e della gestione dei rifiuti.
Secondo le tre organizzazioni sindacali, la Toscana rischia un progressivo impoverimento del proprio tessuto industriale se non verranno adottate politiche capaci di sostenere gli investimenti, accompagnare la transizione ecologica e digitale e tutelare l’occupazione. Per questo chiedono al Governo una strategia nazionale per il rilancio dell’industria, alle imprese maggiori investimenti sul territorio e una redistribuzione della ricchezza prodotta, mentre alla Regione sollecitano l’apertura di un tavolo permanente dedicato alle filiere produttive.
I dati illustrati dai sindacati descrivono un quadro giudicato allarmante. Tra il 2008 e il 2025 l’occupazione industriale, calcolata in unità di lavoro equivalenti a tempo pieno, è diminuita mediamente del 3,9%, con flessioni ancora più marcate nelle province di Firenze e Pistoia. Nei primi tre mesi del 2026, inoltre, nell’industria sono state autorizzate oltre 5,5 milioni di ore di cassa integrazione, più del 90% del totale regionale, mentre il comparto della moda concentra da solo oltre 2,3 milioni di ore.
I sindacati evidenziano anche un forte divario tra i risultati economici delle imprese e le retribuzioni. Tra il 2015 e il 2024 la produzione industriale toscana è cresciuta sensibilmente e gli utili complessivi hanno sfiorato i 28 miliardi di euro, ma nello stesso periodo i salari reali sono aumentati soltanto dell’1%, con una perdita di potere d’acquisto in numerosi comparti. Nello stesso arco temporale le aziende manifatturiere hanno beneficiato di circa 2,85 miliardi di euro di contributi pubblici che, secondo Cgil, Cisl e Uil, non si sono tradotti in un adeguato incremento degli investimenti né delle retribuzioni.
La manifestazione prenderà il via alle 9,30 da piazza Bambine e Bambini di Beslan. Il corteo attraverserà viale Strozzi, via Ridolfi, piazza Indipendenza, via XXVII Aprile e piazza San Marco per concludersi davanti alla Prefettura, in via Cavour, dove interverranno i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil, Rossano Rossi, Silvia Russo e Paolo Fantappiè.
Durante la giornata è previsto anche l’incontro di una delegazione sindacale con i rappresentanti di Confindustria Toscana, della Regione e della Prefettura, ai quali saranno presentate le richieste alla base della mobilitazione.
