Duplice omicidio a Camaiore, cambia la difesa di Piero Moriconi: incarico all’avvocato Enrico Carboni

A quasi un mese dal duplice omicidio che ha sconvolto Camaiore, prende forma la strategia difensiva di Piero Moriconi, il muratore di 63 anni accusato di aver ucciso la moglie Kety Andreoni, 51 anni, e il figlio Mirko, 24 anni, raggiunti da cinque colpi di fucile calibro 12 nella loro abitazione il 24 giugno scorso.

A rappresentarlo sarà l’avvocato viareggino Enrico Carboni, nominato difensore di fiducia dopo che, nelle prime fasi dell’inchiesta, Moriconi era stato assistito dal legale d’ufficio Giacomo Fabbri.

L’uomo si trova tuttora detenuto nel carcere San Giorgio di Lucca. Dopo l’arresto aveva risposto alle domande della pubblico ministero Elena Leone, spiegando agli inquirenti di essere arrivato a un punto di esasperazione per la situazione che si era creata all’interno della famiglia e facendo riferimento ai problemi di alcol e droga del figlio. Davanti al giudice per le indagini preliminari, invece, aveva scelto di non rispondere.

Carboni ha già incontrato il proprio assistito, ma preferisce mantenere il massimo riserbo sui colloqui avuti in carcere. La linea della difesa, almeno in questa fase, sarà quella di approfondire il contesto in cui è maturata la tragedia.

“Prima ancora di analizzare quanto accaduto quel giorno – spiega il legale – è necessario comprendere il quadro familiare e relazionale nel quale viveva Moriconi. È un elemento dal quale non si può prescindere”

L’avvocato ritiene inoltre che la presunta mancata accettazione dell’omosessualità del figlio Mirko non possa essere considerata il movente del duplice delitto. Come, del resto, aveva reso noto lo stesso comandante provinciale dell’Arma. Un’ipotesi che, a suo giudizio, non spiega da sola una vicenda tanto complessa e che dovrà essere valutata insieme a tutti gli altri elementi raccolti nel corso delle indagini.

La difesa intende svolgere propri accertamenti per ricostruire i rapporti all’interno della famiglia e raccogliere elementi utili in vista delle prossime fasi del procedimento.

Per il momento Carboni non si sbilancia sulla possibilità di chiedere una perizia psichiatrica, ipotesi ventilata nelle settimane scorse dal precedente difensore: “È ancora presto per prendere una decisione di questo tipo”.

Nessun commento neppure sull’accusa di premeditazione, che al momento resta un’ipotesi formulata dagli inquirenti e che sarà definita dalla Procura alla conclusione delle indagini preliminari.

Nei prossimi giorni la difesa potrebbe inoltre essere affiancata da consulenti tecnici e da un secondo legale, mentre prosegue il lavoro della Procura per ricostruire ogni dettaglio del duplice omicidio che ha scosso l’intera Versilia.

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