Dal mistero alla tragedia, trovato morto Muschio, il caprone sparito dal santuario: disposta l’autopsia

Si è conclusa nel modo più tragico la vicenda di Muschio, il caprone del rifugio Chico Mendes di Campi Bisenzio di cui, nei giorni scorsi, era stata denunciata la misteriosa scomparsa. Dopo giorni di ricerche, il suo corpo è stato ritrovato nella serata di ieri in un’area di campagna non lontana dal santuario.

La sua sparizione era stata resa pubblica dal rifugio il 22 luglio, quando i volontari avevano lanciato un appello chiedendo aiuto per ritrovarlo.

Muschio, un caprone di circa cinque anni, era considerato il simbolo del santuario e viveva libero insieme alle sue compagne Indira, Guenda, Ganza, al fratello Cotone e alle pecore ospitate nella struttura. Fin dall’inizio i responsabili del rifugio avevano espresso il timore che potesse non essersi allontanato spontaneamente, arrivando a presentare una denuncia e ipotizzando anche un possibile furto.

Purtroppo, dopo giorni di ricerche incessanti, è arrivata la scoperta che nessuno avrebbe voluto fare. “Abbiamo ritrovato il suo corpo poche ore fa mentre setacciavamo per l’ennesima volta i campi circostanti”, hanno scritto i volontari in un messaggio diffuso sui social, chiedendo rispetto per il loro dolore e per quello dell’intera comunità del rifugio.

Sulla vicenda sono ora in corso indagini della magistratura. Sul posto sono intervenuti la Polizia Municipale, i Carabinieri e il Comune di Campi Bisenzio. È stato inoltre richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco e della Asl per il trasferimento della carcassa all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, dove verrà effettuata l’autopsia che dovrà chiarire le cause della morte.

Al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e non vengono formulate ipotesi ufficiali. Saranno gli esami autoptici e gli accertamenti investigativi a stabilire cosa sia accaduto a Muschio e se dietro la sua morte vi siano responsabilità di terzi.

Nel lungo messaggio affidato ai social, il rifugio ha ricordato Muschio come il “leader” del branco, un animale dal carattere libero e determinato, il cui punto di riferimento erano le sue compagne e gli altri animali del santuario. «In questo momento sono disorientate dalla perdita del loro leader, del loro saggio fratello, e noi con loro», scrivono i volontari.

Il rifugio conclude con una promessa che riassume lo stato d’animo di questi giorni: continuare a lottare perché venga fatta piena luce sull’accaduto. “Ti daremo giustizia”, è il messaggio rivolto a Muschio, nella speranza che le indagini possano presto chiarire le cause della sua morte.

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