VIAREGGIO – Il futuro della nautica viareggina passa dal nuovo Piano regolatore portuale, ma anche da una strategia industriale capace di tenere insieme sviluppo, investimenti e qualità del lavoro. È questa la posizione espressa dal Pd Versilia e dal Pd Viareggio, che chiedono alla politica e alle istituzioni impegni concreti sul futuro dello scalo.
Il tema viene inserito in un quadro più ampio: secondo il Partito Democratico, in una fase internazionale caratterizzata da tensioni geopolitiche, conflitti e incertezza economica, la difesa degli asset produttivi deve tornare al centro delle politiche regionali. In questo senso viene richiamata anche la linea annunciata dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, orientata alla reindustrializzazione attraverso risorse europee, maggiore accesso al credito, sostegno alle filiere e attrazione di nuovi investimenti.
Per la Versilia, sottolineano Marco Corsetti, responsabile lavoro del Pd Versilia, e Filippo Ciucci, segretario del Pd Viareggio, la nautica e il comparto lapideo costituiscono due settori strategici, con una forte capacità di generare occupazione e competenze. Ma proprio perché si tratta di eccellenze consolidate, secondo il Pd, non possono essere lasciate senza una programmazione di lungo periodo.
Il porto come sistema unico
Il punto centrale della riflessione è il nuovo Piano regolatore portuale, considerato decisivo non soltanto per i grandi cantieri, ma per l’intera economia della città.
La nautica, infatti, viene descritta come una filiera molto più ampia della grande cantieristica: comprende artigiani, tecnici, progettisti, fornitori e lavoratori specializzati, coinvolgendo numerose imprese di Viareggio, della Versilia e della provincia di Lucca.
Da qui la richiesta di considerare il porto come un sistema nel quale possano convivere e integrarsi cantieristica, diportismo, pesca, turismo, servizi e attività commerciali. Il nuovo Piano dovrà, secondo il Pd, stabilire una distribuzione razionale degli spazi, garantire infrastrutture adeguate e migliorare i collegamenti, evitando sovrapposizioni e conflitti tra le diverse funzioni.
Tra le questioni da affrontare vengono indicate anche le aree della Madonnina e del Triangolino, gli approdi e le banchine lungo il Canale Burlamacca e gli spazi destinati alle piccole imbarcazioni. L’obiettivo è superare, viene sottolineato, una gestione basata su soluzioni frammentarie o provvisorie.
Concessioni e qualità del lavoro
Un altro capitolo riguarda le concessioni demaniali portuali. Le imprese, sostiene il Pd, devono poter contare su tempi e condizioni che consentano di programmare gli investimenti. Allo stesso tempo, però, l’utilizzo del patrimonio pubblico dovrebbe essere legato a impegni verificabili sul piano occupazionale e produttivo.
Tra le garanzie indicate figurano sicurezza sul lavoro, contratti collettivi, formazione professionale, sostenibilità ambientale e investimenti.
Per il Pd, il successo della nautica non può essere valutato esclusivamente sulla base del fatturato, delle esportazioni o del numero di imbarcazioni costruite. Lo sviluppo deve tradursi anche in occupazione stabile, salari adeguati e crescita delle professionalità.
In questa prospettiva viene richiamata anche l’importanza dei servizi di welfare, dalle mense ai trasporti fino agli strumenti per favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro.
Più formazione per i giovani
Altro nodo considerato strategico è quello delle competenze. Il Pd propone di rafforzare i rapporti tra imprese, istituti tecnici, scuole professionali, università e soggetti della formazione, così da favorire il ricambio generazionale e offrire ai giovani della Versilia concrete possibilità di inserimento in un settore altamente specializzato.
Per raggiungere questi obiettivi, il Partito Democratico chiede l’apertura di un confronto che coinvolga Autorità portuale regionale, Regione Toscana, Comune di Viareggio, sindacati, associazioni datoriali, imprese, operatori della pesca e del diportismo e rappresentanti dei cittadini.
Le quattro richieste del Pd
Sono quattro, in particolare, gli impegni che il Pd chiede di mettere nero su bianco:
- un cronoprogramma pubblico e preciso per la redazione, l’adozione e l’approvazione del nuovo Piano regolatore portuale;
- un tavolo permanente sulla portualità viareggina, capace di seguire l’intero percorso e mettere insieme sviluppo industriale, infrastrutture, lavoro, ambiente e rapporto tra porto e città;
- criteri trasparenti per il rilascio e il rinnovo delle concessioni, collegando le garanzie per le imprese a investimenti, occupazione stabile, sicurezza, formazione, sostenibilità e rispetto dei contratti;
- un confronto sulla formazione professionale e sul ricambio generazionale, per rispondere alla richiesta di personale qualificato proveniente dalle aziende e creare nuove opportunità per i giovani.
Il messaggio politico di Corsetti e Ciucci è dunque quello di una nautica da accompagnare nella crescita senza limitarsi a fotografarne i risultati attuali. Viareggio dispone di imprese, professionalità e competenze riconosciute a livello internazionale: la sfida, secondo il Pd, è costruire attraverso il nuovo Piano del porto le condizioni perché questo patrimonio possa continuare a produrre sviluppo, occupazione qualificata e ricadute positive per l’intera Versilia.