VIAREGGIO – Il caso che coinvolge l’assessore Rodolfo Salemi entra ufficialmente nel confronto politico cittadino. Avs, FermiMai, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Rinnovamenti e Spazio Progressista hanno protocollato una mozione di sfiducia nei suoi confronti, chiedendo che la vicenda venga affrontata apertamente in Consiglio comunale.
Al centro della contestazione c’è la vicenda della presunta segnalazione dei posti di controllo delle Forze dell’Ordine attraverso una chat Telegram, episodio sul quale negli ultimi giorni si è acceso un acceso dibattito politico e mediatico, arrivato anche sulla stampa nazionale.
Le forze di opposizione puntano il dito soprattutto contro quello che definiscono un “silenzio” ormai non più accettabile. Secondo i firmatari della mozione, infatti, Salemi non avrebbe fornito chiarimenti pubblici sulla vicenda, mentre anche dalla sindaca e dalla maggioranza non sarebbe arrivata una presa di posizione netta.
“Chi sceglie di rappresentare una comunità non assume soltanto un incarico, ma una responsabilità verso i cittadini e verso le istituzioni”, sostengono i gruppi di opposizione, richiamando in particolare i valori della legalità e del rispetto per le Forze dell’Ordine.
La presa di posizione, precisano, non intende anticipare eventuali accertamenti di competenza delle autorità. Il punto, per l’opposizione, è invece eminentemente politico: quale posizione intenda assumere la maggioranza davanti a una vicenda che ha sollevato interrogativi e polemiche.
Da qui la scelta di presentare la mozione di sfiducia.
I gruppi firmatari chiedono inoltre alla sindaca di riferire in Consiglio comunale e di assumere una posizione chiara. Sarà quindi il passaggio in aula a rappresentare il banco di prova per la maggioranza, con ogni consigliere chiamato a esprimersi.
“Non chiediamo a nessuno di emettere sentenze – affermano le opposizioni – ma di scegliere da che parte stare: dalla parte delle istituzioni, delle regole e della legalità, oppure dalla parte del silenzio”.
La vicenda si sposta dunque dal dibattito pubblico all’aula consiliare, dove la mozione di sfiducia costringerà la maggioranza a confrontarsi direttamente sul caso Salemi e a rendere pubblica la propria posizione.