VIAREGGIO – Le dimissioni sono arrivate, firmate e consegnate nelle mani della sindaca. Ma Rodolfo Salemi resta assessore. La sindaca di Viareggio Sara Grilli, dopo il confronto avuto questa mattina con il componente della sua Giunta, ha infatti deciso di respingere le dimissioni e di confermarlo nell’incarico.
È l’ultimo, e tutt’altro che marginale, capitolo della vicenda esplosa dopo il messaggio pubblicato da Salemi in una chat Telegram nel quale venivano segnalati controlli delle forze dell’ordine. Una vicenda che ha provocato polemiche politiche e richieste di chiarimenti, arrivando a mettere in discussione l’opportunità stessa della permanenza dell’assessore nella Giunta.
Questa mattina Salemi ha incontrato la sindaca e, secondo quanto riferito dall’Amministrazione, ha riconosciuto la gravità dell’errore, ammettendo che un comportamento del genere non avrebbe dovuto essere tenuto da chi ricopre un incarico istituzionale.
L’assessore ha quindi rivolto le proprie scuse alle donne e agli uomini delle Forze dell’ordine, alla sindaca, alla Giunta, ai consiglieri comunali e alla città, sostenendo al contempo di non aver mai avuto l’intenzione di ostacolare l’attività delle forze di polizia o di favorire qualcuno rispetto a un controllo.
Poi il passaggio politicamente più significativo: Salemi ha consegnato alla sindaca le proprie dimissioni firmate, rimettendo a lei la decisione sulla prosecuzione dell’incarico.
Decisione che è arrivata poco dopo: Grilli ha scelto di respingerle e di confermare Salemi come assessore.
La sindaca ha motivato la scelta richiamando le scuse dell’assessore, la sua assunzione di responsabilità e i chiarimenti forniti durante il colloquio. L’Amministrazione ha inoltre ribadito il proprio rispetto nei confronti di Prefettura, Questura, Forze dell’ordine e Polizia municipale, sottolineando l’importanza della collaborazione istituzionale sulla sicurezza.
Ma è soprattutto un’altra frase contenuta nella posizione della sindaca a promettere di alimentare lo scontro politico: “È ormai inaccettabile la strumentalizzazione politica che si sta costruendo intorno alla vicenda”.
Secondo Grilli, infatti, l’errore deve essere riconosciuto e chi ricopre un incarico pubblico deve assumersene la responsabilità, ma sarebbe cosa diversa attribuire a Salemi intenzioni che, secondo l’Amministrazione, non sarebbero mai esistite, come quella di interferire con l’attività delle forze dell’ordine.
Sulla decisione di Grilli prende posizione la coalizione di centrosinistra: “Nei giorni scorsi avevamo chiesto alla Sindaca di rompere il silenzio e di assumere una posizione chiara sulla vicenda Salemi e oggi quella posizione è arrivata. Rodolfo Salemi ha presentato le proprie dimissioni: la Sindaca Sara Grilli ha deciso di respingerle e di mantenerlo al suo posto. Una scelta politica precisa e gravissima, della quale da oggi porta interamente la responsabilità davanti alla città. Troviamo francamente incredibile che la Sindaca, di fronte a quanto accaduto, trovi il modo di definire “inaccettabili” le richieste delle opposizioni e di parlare ancora una volta di “strumentalizzazione politica”.
È lo stesso Salemi ad aver riconosciuto l’errore, ad essersi scusato e ad aver ritenuto di dover presentare le proprie dimissioni. Ma per la Sindaca il problema sarebbero le opposizioni che ne chiedono le conseguenze politiche. È il solito copione: la responsabilità è sempre degli altri. Di chi denuncia, di chi fa domande, di chi contesta, di chi non si adegua. Mai un’assunzione di responsabilità. Mai il dubbio che forse, semplicemente, si sia oltrepassato un limite. La Sindaca, che accusava gli altri di essere “sotto scacco dei partiti”, oggi forse dovrebbe spiegare alla città sotto quale scacco si trovi lei stessa, se arriva a respingere persino le dimissioni di un assessore che aveva autonomamente deciso di lasciare il proprio incarico. Perché una domanda sorge spontanea: se Salemi era pronto a dimettersi, chi o che cosa impedisce alla Sindaca di lasciarlo andare? Questa non è più soltanto la vicenda di un assessore. Da oggi è una scelta della Sindaca ed è una scelta sulla quale anche la sua maggioranza sarà chiamata a esprimersi in Consiglio Comunale perchè la mozione di sfiducia nei confronti di Rodolfo Salemi che abbiamo già protocollato assume, dopo la decisione della Sindaca, un significato politico ancora più forte. Lo avevamo detto nei giorni scorsi: sarebbe arrivato il momento in cui ogni consigliere di maggioranza avrebbe dovuto assumersi la propria responsabilità davanti alla città: quel momento è già arrivato. La Sindaca ha scelto di tenere Salemi al suo posto. Ora ogni consigliere della sua maggioranza dovrà scegliere se avallare quella decisione.Noi la nostra scelta l’abbiamo fatta: stiamo dalla parte delle istituzioni, della legalità, delle regole e del rispetto. E non faremo passi indietro”.
Secondo a intervenire Paolo Annale: “La Segreteria del Pci non può che dirsi esterrefatta e preoccupata di fronte ad una decisione inspiegabile che offende le forze dell’ordine, il loro operato e il sentimento di legalità alla quale un’amministrazione pubblica dovrebbe essere ispirata. Una cosa tanto grave ricondotta di fatto ad una birichinata, da guardare quasi con affetto, costituisce un’offesa per tutta la città. Non è dato sapere quali siano i motivi che hanno guidato la Sindaca in una simile scelta. Di fatto la prima cittadina ne porta interamente il peso politico, mostrandosi inadeguata al ruolo che ricopre”.
“Preso atto dal colloquio intercorso questa mattina fra l’Assessore Salemi e la Sindaco Grilli che i fatti sono veri e cioe’ che il rappresentante dell’Amministrazione Comunale di Viareggio ha effettivamente informato una non meglio precisata chat di dove fossero ubicati i posti di blocco operati dalle Forze dell’Ordine in citta’ e che la medesima “prima cittadina” ha ritenuto il fatto veniale e superabile con le mere scuse del suo Assessore, le considerazioni che ne derivano sono le seguenti: 1) Sara Grilli dimostra una evidente inadeguatezza a svolgere il ruolo che una risicatissima parte di cittadini le ha affidato, palesando limiti gravi sia in termini di responsabilita’ e rispetto delle istituzioni che riguardo l’autonomia decisionale di cui mostra a piu’ riprese carenza enorme come e’ ormai opinione diffusa ovunque, anche di la’ dal monte. Farebbe pertanto bene a prenderne atto e a dimettersi lei prima di Salemi per non aggiungere ulteriori danni a Viareggio e Torre del Lago Puccini..2) L’altra compagine che esce a pezzi da questa vicenda e’ cio’ che rimane del centrodestra viareggino – quello che ha rinunciato ai simboli pur di allearsi agli ex Pd e soci Anpi ai quali (noi) avevamo fatto opposizione per 11 anni – che prende una “sonora musata” sia sul piano di quella sicurezza che vorrebbe rappresentare cosi’ come dal punto di vista della sua dignita’ perche’ e’ evidente che non conta nulla e non ha voce in capitolo come si era gia’ visto nella formazione della Giunta, del Carnevale e del Pucciniano. A Zucconi, Montemagni, Bergamini, Barabotti, Potenti che a Roma ogni giorno non perdono occasione di strillare sui temi della sicurezza, a Viareggio gli va bene che un membro della Giunta che sostengono avverta dove le Forze dell’Ordine posizionano i posti di blocco per provare ad arginare i reati che ogni giorno si consumano in citta’.
Quanto ai Segretari locali di Fdi, Fi e Lega nemmeno li cito stante l’inconcludenza delle loro azioni politico-amministrative cosi’ come quella dei loro rappresentanti in Giunta ed in Consiglio Comunale. Che dire, una pagina vergognosa per tutta Viareggio e Torre del Lago Puccini ed in particolare per chi vota centrodestra e quindi una ragione in piu’ per lanciare a breve una nuova compagine di centrodestra vero, indipendente da chi ha politicamente tradito alleandosi con la sinistra”. Il duro commento dell’avvocato Massimiliano Baldini.
“Da certe crepe non si vede la luce.
Si vede la fine – lo scrive in una nota Sandra Mei -. E a Viareggio, le crepe nel governo della città non possono più essere coperte con il silenzio di un comunicato. Troppo facile mandare una velina e non metterci la faccia. Fra tanti, colpisce soprattutto il silenzio dei civici al governo: quelli che si sono presentati ai cittadini come alternativa, come voce libera, come politica diversa. Oggi, davanti a una vicenda che ha scosso il palazzo comunale, quella distanza promessa dalla vecchia politica sembra improvvisamente molto più difficile da trovare. La vergogna, quando arriva, non riguarda soltanto chi finisce sotto i riflettori. Riguarda anche chi sceglie di non vedere, di non parlare, di non assumersi una responsabilità politica. Perché governare non significa esserci soltanto quando tutto va bene. Significa metterci la faccia soprattutto quando arrivano le tempeste. E allora una domanda resta sul tavolo: dov’è finita la voce dei civici? Perché certe crepe non si nascondono con un comunicato.
E quando la fiducia dei cittadini si spezza, non basta più dire che va tutto bene”.
Il caso, quindi, non è affatto chiuso. Anzi.
Dopo le scuse e le dimissioni respinte, la partita adesso si sposta interamente sul terreno politico. E il messaggio della sindaca sulla presunta “strumentalizzazione” rischia di diventare il nuovo fronte dello scontro tra maggioranza e opposizione.
