Caso Salemi, la vicenda arriva in Parlamento: Furfaro interroga Piantedosi sulle pattuglie segnalate su Telegram

VIAREGGIO – Il caso dell’assessore comunale Rodolfo Salemi approda in Parlamento. Il deputato del Partito Democratico Marco Furfaro, componente della segreteria nazionale del Pd, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendo chiarimenti sulla vicenda della segnalazione, attraverso una chat Telegram, della posizione di alcune pattuglie della Polizia impegnate in un’attività di controllo del territorio a Viareggio.

Questo dopo la mozione di sfiducia presentata questa mattina dall’opposizione.

La vicenda riguarda, in particolare, la presunta pubblicazione in tempo reale, all’interno di un gruppo Telegram seguito da circa 5.600 persone, della presenza di tre pattuglie della Polizia impegnate nell’operazione. Un’attività di controllo che, secondo quanto riferito da Furfaro, si sarebbe conclusa anche con un arresto.

Ed è proprio questo aspetto a rendere particolarmente delicata la questione, secondo il parlamentare dem.

“Chi ricopre un incarico pubblico dovrebbe tutelare il lavoro delle Forze dell’ordine, non dire a 5.600 persone dove si trovano – afferma Furfaro. «Se fosse confermato che l’assessore comunale di Viareggio Rodolfo Salemi ha diffuso in tempo reale su Telegram la posizione di tre pattuglie della Polizia impegnate in un’operazione di controllo del territorio, saremmo davanti a un fatto di una gravità enorme. Tanto più perché quell’operazione si è poi conclusa anche con un arresto”.

“Non una leggerezza”

Furfaro mette l’accento sulle possibili conseguenze di una simile condotta.

“Non stiamo parlando di una leggerezza – sostiene il deputato -. Indicare pubblicamente dove si trovano le pattuglie mentre un’operazione è in corso può consentire a chi vuole sottrarsi ai controlli di cambiare strada e vanificare il lavoro degli agenti“.

Un’accusa che, allo stato, resta da verificare e sulla quale l’interrogazione parlamentare chiede al ministro dell’Interno di fare chiarezza.

Il deputato sottolinea inoltre il ruolo istituzionale ricoperto da Salemi: «Se poi a farlo fosse davvero un amministratore pubblico, peraltro già assessore con delega alla Polizia municipale, il problema diventerebbe politico e istituzionale».

Il Pd chiama in causa Piantedosi

Nella sua interrogazione Furfaro chiede dunque a Piantedosi di chiarire quanto accaduto e, qualora i fatti venissero confermati, di valutare «tutte le iniziative previste dalla legge».

Il parlamentare allarga quindi il ragionamento anche alla maggioranza che governa Viareggio, chiamando direttamente in causa il tema della sicurezza.

«E c’è un paradosso che la destra dovrebbe spiegare», afferma Furfaro. «A Viareggio governa una maggioranza sostenuta anche da Fratelli d’Italia, che ha fatto della sicurezza una bandiera e che nella stessa giunta esprime proprio l’assessore alla sicurezza».

Da qui l’affondo politico: «Altro che “legge e ordine”: la legalità vale sempre, soprattutto per chi rappresenta le istituzioni».

“Sicurezza, non propaganda”

La conclusione del deputato Pd è un nuovo richiamo alla necessità di fare piena luce sulla vicenda: «Per questo ho depositato un’interrogazione parlamentare, chiedendo a Piantedosi di chiarire quanto accaduto e, se i fatti saranno confermati, di valutare tutte le iniziative previste dalla legge».

E chiude con una stoccata alla maggioranza: «Sulla sicurezza servono serietà e rispetto delle Forze dell’ordine, non propaganda a giorni alterni».

La vicenda, dunque, assume ora una dimensione istituzionale e politica nazionale. Dopo le polemiche esplose a Viareggio sulla presunta segnalazione delle pattuglie nella chat Telegram, sarà il ministro dell’Interno a essere chiamato a chiarire quali siano stati i fatti e quali eventuali conseguenze possano derivarne.

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