VIAREGGIO – La decisione della sindaca Sara Grilli di respingere le dimissioni di Rodolfo Salemi non chiude la polemica sui posti di blocco segnalati su Telegram. Anzi, apre un’altra ferita, quella di chi da anni chiede più attenzione alla sicurezza stradale dopo aver perso un figlio sulla strada.
A intervenire è Manuela Guidi Pardini, madre di Leonardo Brown, il 22enne viareggino morto nel 2023 dopo un gravissimo incidente nel quale rimase coinvolta anche la fidanzata, Emma Genovali, morta alcune settimane più tardi.
La donna affida ai social una riflessione durissima sulla scelta dell’amministrazione comunale di non accettare le dimissioni dell’assessore Salemi, finito al centro della bufera dopo avere indicato su una chat Telegram la presenza di alcuni posti di controllo della polizia.
“Prendo atto della decisione presa”, scrive Manuela Guidi Pardini. E aggiunge di ritenere che ci siano elementi della vicenda che lei, da cittadina, non conosce e che possono avere pesato sulla scelta della sindaca.
Ma il passaggio più duro riguarda proprio il significato dei controlli sulle strade. Per la madre di Leonardo, infatti, un posto di blocco non è soltanto uno strumento per individuare criminali. È anche un presidio che può consentire di fermare persone che non dovrebbero mettersi alla guida e prevenire conseguenze drammatiche.
“Non servono solo per fermare i malviventi”, sottolinea. E proprio per questo, secondo la donna, il comportamento attribuito a un rappresentante delle istituzioni assume un peso particolare.
La sua amarezza riguarda anche il lavoro svolto quotidianamente dalle associazioni che si occupano di educazione e sicurezza stradale, impegnate nel tentativo di cambiare comportamenti e mentalità. Un percorso nel quale, sostiene, il sostegno delle istituzioni dovrebbe essere fondamentale.
“Credo che il messaggio fosse rivolto proprio a questo, e questo fa male”, scrive la madre di Leonardo, spiegando quanto sia difficile portare avanti ogni giorno una battaglia sulla prevenzione quando proprio le istituzioni non sembrano, a suo giudizio, rafforzare quel messaggio.
Poi arriva il riferimento personale, impossibile da separare dalla vicenda. “È vero, è successo a mio figlio, ma domani potrebbe capitare ad altri se non ci impegniamo”, afferma.
Leonardo Brown morì a 22 anni, una settimana dopo il drammatico incidente del 4 luglio 2023. Quel giorno lui ed Emma stavano andando al mare in bicicletta elettrica nella zona della Darsena di Viareggio quando furono travolti da una moto. Leonardo morì alcuni giorni dopo; Emma, che aveva appena 20 anni, morì il 16 settembre.
La tragedia dei due giovani sconvolse Viareggio e ha lasciato una traccia concreta anche nell’impegno per la prevenzione: dalla loro memoria è nata infatti un’associazione che porta avanti iniziative sul tema della sicurezza stradale.
È anche da qui che nasce oggi la presa di posizione della madre di Leonardo. Non una semplice valutazione politica sulla permanenza di Salemi in giunta, ma la denuncia di quello che considera un messaggio sbagliato sul valore dei controlli stradali.
“Mi rifiuto di pensare che per questa amministrazione il tema della sicurezza e dell’empatia stradale non sia importante”, scrive.
E chiude con una considerazione amara: ogni anno sulle strade italiane muoiono migliaia di persone, ma il fenomeno continua troppo spesso a essere trattato come qualcosa di normale, una “bravata”, quasi una questione di serie B.
Per Manuela Guidi Pardini, invece, la strada non può essere una zona franca e la prevenzione non può essere considerata un dettaglio. Soprattutto quando il dolore di una famiglia, come quello per la morte di Leonardo ed Emma, è diventato una battaglia pubblica perché tragedie simili non si ripetano.