FIRENZE – Nessun allarme, ma attenzione ai sintomi e soprattutto ai viaggi recenti nelle aree dove il virus è presente. È il messaggio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Firenze dopo il nuovo caso di Dengue registrato in città, il terzo nell’arco di circa un mese.
Il nuovo episodio ha fatto scattare le procedure di prevenzione nella zona di Coverciano, dove le autorità sanitarie hanno disposto un intervento di disinfestazione. Una misura prevista dai protocolli per ridurre la presenza delle zanzare potenzialmente in grado di trasmettere il virus e impedire che un caso importato possa trasformarsi in un focolaio locale.
Anche questa volta, infatti, la persona risultata positiva aveva soggiornato recentemente in un’area tropicale.
“L’attivazione delle procedure di prevenzione è una risposta prevista e tempestiva”, sottolineano dall’Ordine dei Medici, spiegando che la disinfestazione ha l’obiettivo di abbassare rapidamente la presenza degli insetti vettori nella zona interessata e ridurre così la possibilità di trasmissione.
La collaborazione dei cittadini diventa quindi importante: occorre seguire le indicazioni delle autorità sanitarie e consentire agli operatori di effettuare i trattamenti nelle aree interessate.
Ma cos’è esattamente la Dengue?
Si tratta di un’infezione virale trasmessa dalla puntura di zanzare del genere Aedes, in particolare dalla zanzara tigre. Non si trasmette attraverso il normale contatto tra persone. La presenza di un caso, dunque, non equivale a un rischio generalizzato per la popolazione: perché il virus possa circolare localmente è necessaria la presenza del vettore.
Da qui l’importanza degli interventi di disinfestazione e delle misure per limitare la proliferazione delle zanzare.
Sul fronte dei sintomi, la Dengue può manifestarsi soprattutto con febbre, forte mal di testa, dolori muscolari e articolari e, in alcuni casi, con la comparsa di un esantema cutaneo. Disturbi che possono però essere comuni anche ad altre infezioni virali e che, da soli, non permettono di stabilire se si tratti effettivamente di Dengue.
C’è però un elemento che può aiutare il medico nella valutazione: un viaggio recente in un Paese o in una zona dove il virus è presente.
Per questo l’Ordine dei Medici invita chi rientra da un’area a rischio e sviluppa febbre o sintomi compatibili a contattare tempestivamente il proprio medico e riferire del viaggio effettuato. L’informazione è fondamentale per orientare la diagnosi e stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti.
Anche durante il soggiorno in zone dove la Dengue è endemica è possibile ridurre il rischio adottando alcune precauzioni contro le punture di zanzara: repellenti, abiti che coprano adeguatamente la pelle e protezione degli ambienti sono tra le principali raccomandazioni.
Il messaggio dell’Ordine fiorentino, dunque, è chiaro: attenzione sì, allarmismo no.
I casi vengono presi in carico dai servizi sanitari e, quando necessario, vengono attivate le procedure di prevenzione. Riconoscere i sintomi, segnalare al medico eventuali viaggi in zone a rischio e collaborare con gli interventi di disinfestazione sono comportamenti semplici che possono contribuire a evitare la trasmissione locale del virus.