Da Viareggio a Pechino, il giornalista Samuele Soddu inviato in Cina per quattro mesi

VIAREGGIO Da Viareggio a Pechino, per raccontare dall’interno uno dei momenti più importanti dell’anno politico cinese. È la nuova sfida professionale di Samuele Soddu, giornalista viareggino che da settembre a fine dicembre sarà in Cina come corrispondente e inviato di OttolinaTv, media indipendente fondato da Giuliano Marrucci, già giornalista e autore di “Report” su Rai 3.

Soddu sarà uno dei professionisti dell’informazione inseriti nel gruppo internazionale che, nei prossimi mesi, seguirà da vicino appuntamenti politici e istituzionali, ma anche economia, cultura, tecnologia e trasformazioni sociali della Cina contemporanea. Gli italiani selezionati per il progetto saranno soltanto due.

Il giornalista viareggino parteciperà infatti al programma del China International Press Communication Center (CIPCC), piattaforma promossa dalla China Public Diplomacy Association in collaborazione con il Ministero degli Esteri cinese e con istituzioni accademiche e giornalistiche del Paese.

Un’esperienza che va ben oltre una visita stampa. La permanenza durerà quasi quattro mesi, con base a Pechino, e comprenderà incontri con rappresentanti delle istituzioni, visite a università, mezzi d’informazione, imprese e centri di ricerca, oltre a trasferte in diverse province cinesi.

Dal 2014 il CIPCC ha coinvolto oltre 700 giornalisti provenienti da più di 140 Paesi. L’accesso al programma avviene attraverso una selezione particolarmente rigorosa, nella quale vengono valutati curriculum ed esperienze professionali sul campo.

Nel caso di Soddu, un elemento significativo sarebbe stato rappresentato anche dalla combinazione tra la giovane età e un percorso professionale già caratterizzato da esperienze nei teatri di crisi internazionali.

Tra gli appuntamenti che il giornalista seguirà ci sarà il quinto plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, previsto a ottobre, oltre a iniziative di alto livello dedicate ai rapporti tra Cina e Unione europea.

Il programma offrirà inoltre l’opportunità di osservare direttamente alcuni dei settori considerati strategici per lo sviluppo del Paese: dalla tecnologia all’intelligenza artificiale, dall’industria alle infrastrutture, fino alla produzione culturale.

“Essere uno dei due italiani coinvolti è una responsabilità prima ancora che un riconoscimento”, spiega Soddu. “L’Italia non appartiene propriamente al Sud globale, ma è un Paese mediterraneo, storicamente posto all’incrocio tra Europa, Africa e Asia. Credo che possa ancora svolgere una funzione di collegamento, mantenendo aperti spazi di dialogo in una fase nella quale il mondo sembra tornare alla visione deleteria dei blocchi contrapposti”.

La sua esperienza cinese sarà accompagnata anche dalla produzione di reportage e contributi destinati ad altre testate di rilevanza nazionale, oltre agli articoli realizzati per OttolinaTV.

L’obiettivo dichiarato è quello di raccontare la Cina andando oltre gli appuntamenti ufficiali e cercando di osservare direttamente gli effetti della modernizzazione del Paese.

“Mi interessa capire come la Cina cerchi di mettere in relazione sviluppo economico, innovazione, pianificazione pubblica e armonia sociale, osservandone sia i risultati sia le contraddizioni”, racconta Soddu. “La via cinese alla modernizzazione è molto diversa dalla nostra e proprio per questo merita di essere conosciuta”.

Nel lavoro dell’inviato troverà spazio anche il tema della cooperazione internazionale e del rapporto tra sviluppo nazionale e relazioni con gli altri Paesi. “Vorrei verificare sul campo che cosa significhino concretamente espressioni come cooperazione ‘win-win’ e ‘Comunità Umana dal Futuro Condiviso’, raccontando l’ambizione cinese con uno sguardo italiano, autonomo e indipendente”, spiega.

Quattro mesi saranno anche l’occasione per conoscere un Paese che, al di là della sua dimensione politica ed economica, presenta realtà profondamente differenti tra loro. Un tempo sufficiente, dunque, per andare oltre la prospettiva necessariamente limitata di un viaggio breve e incontrare persone, territori e comunità.

E la partenza avrà per Soddu anche un significato personale.

“Partire da Viareggio per seguire eventi che possono incidere sulle scelte della seconda economia mondiale fa certamente effetto”, racconta. Ma il giornalista vede un filo che unisce la città versiliese alla sua nuova destinazione: “Viareggio è una città di mare, abituata all’incontro e allo scambio: una comunità di persone laboriose, ma anche cordiali, creative e aperte. È questo lo spirito che vorrei portare con me in Cina e nei racconti che invierò da lì”.

Da settembre, dunque, Pechino diventerà la base di lavoro di un giornalista partito da Viareggio, chiamato a raccontare per quasi quattro mesi una realtà geopolitica, economica e sociale tra le più rilevanti dello scenario internazionale.

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