Rubati dalla tomba di Andrea Paci i ricordi della figlia Viola: “Restituiteli”

VIAREGGIO – Non c’è soltanto la rabbia. C’è soprattutto un dolore difficile da spiegare, perché dalla tomba di Andrea Paci, nel cimitero della Misericordia, sono stati portati via oggetti e ricordi che per la famiglia e per gli amici avevano un valore profondissimo.

A denunciare pubblicamente quanto accaduto è l’Associazione Incredibile – Andrea Paci, che ha raccontato con amarezza come dalla sepoltura siano scomparsi i doni, i pensieri e i piccoli cimeli lasciati nel tempo da chi continuava a ricordare Andrea, compresi quelli portati dalla figlia Viola.

Non si tratta di oggetti preziosi dal punto di vista economico. Al contrario, il loro valore è esclusivamente affettivo: sono ricordi, gesti d’amore e testimonianze di un legame che continua anche dopo la morte.

Ed è proprio questo a rendere ancora più doloroso quanto successo.

Qualcuno ha deciso di entrare in quello spazio di memoria e portare via ciò che altre persone avevano lasciato per Andrea. Un gesto che ha provocato sconcerto e profonda amarezza tra quanti gli erano vicini e continuano a sentirne la presenza attraverso quei piccoli segni lasciati sulla sua tomba.

L’associazione ha già annunciato che domani sarà presentata una denuncia contro ignoti, affinché venga fatta chiarezza sull’accaduto.

Ma prima ancora di rivolgersi alle autorità, arriva un appello rivolto direttamente a chi ha preso quegli oggetti: restituirli.

Non vengono chieste spiegazioni, né tantomeno si pretende di sapere chi sia stato. La richiesta è una sola: che i ricordi possano tornare al loro posto.

Anche in forma anonima.

Chiunque abbia preso qualcosa dalla tomba può riportarlo senza dover parlare con nessuno, senza giustificarsi e senza correre il rischio di essere interrogato.

Perché ciò che è stato portato via non rappresenta un bottino. Sono oggetti che appartengono alla memoria di una persona e, soprattutto, raccontano l’affetto di chi li ha deposti.

E tra quei ricordi ce ne sono alcuni particolarmente importanti: quelli lasciati da Viola per suo padre.

È soprattutto per lei che viene rivolto questo appello.

Restituire quei doni significherebbe compiere, almeno adesso, un gesto di rispetto verso Andrea, verso sua figlia e verso tutte le persone che continuano a custodirne il ricordo.

Perché da una tomba si possono portare via degli oggetti. Non si può portare via l’amore con cui sono stati lasciati.

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