Due espulsioni a Lucca: nei guai un 21enne e un 25enne, erano già noti alla Polizia


LUCCA – Controlli straordinari sul territorio e due provvedimenti di espulsione nei confronti di altrettanti cittadini stranieri, entrambi già conosciuti dalle forze dell’ordine e con precedenti e procedimenti a loro carico.
L’operazione è stata condotta nelle prime ore della mattina di martedì 8 settembre dalla Polizia di Stato della Questura di Lucca, nell’ambito dei servizi di prevenzione e contrasto all’illegalità, all’immigrazione irregolare e ai reati predatori.
Il primo uomo rintracciato è un 21enne algerino. Secondo quanto riferito dalla Questura, nel giro di pochi mesi, a partire da maggio, sarebbe stato coinvolto in diversi procedimenti per reati differenti: tra questi, un episodio legato agli stupefacenti, una rissa e lesioni aggravate, queste ultime contestate in relazione a una violenta colluttazione avvenuta nel centro storico di Lucca.
A suo carico anche una contestazione per aver fornito false generalità a un pubblico ufficiale, tentando di presentarsi come cittadino comunitario. Il giovane avrebbe inoltre violato più volte il foglio di via obbligatorio emesso dal Questore di Lucca.
Non solo. Sempre secondo la ricostruzione della Questura, il 21enne non avrebbe ottemperato a diversi precedenti provvedimenti di espulsione disposti dai prefetti di Lucca e Bologna.
Il secondo straniero individuato durante il controllo è un 25enne marocchino, anch’egli già destinatario di misure di prevenzione, tra cui l’avviso orale e il foglio di via con divieto di ritorno nel Comune di Lucca.
Il suo passato giudiziario comprende, secondo quanto comunicato dalla Questura, condanne per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, oltre che per danneggiamento e furto. Sarebbe stato inoltre più volte indagato per la violazione del divieto di rientrare a Lucca e, nel corso di quest’anno, arrestato in un’altra regione per furto aggravato.
Sul suo conto risultano inoltre ulteriori procedimenti per reati in materia di immigrazione e contro il patrimonio, oltre a contestazioni per lesioni aggravate e minacce aggravate. In più occasioni, sempre secondo la Polizia, sarebbe stato trovato in possesso di un coltello, circostanza che ha portato anche a un’indagine per porto di armi.
Per entrambi è emerso un ulteriore ostacolo alle procedure di rimpatrio: erano privi di documenti validi che consentissero il rientro nei rispettivi Paesi d’origine.
Al termine degli accertamenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura, il Questore ha quindi disposto l’accompagnamento dei due uomini nei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR) di Milano e Gorizia, dove resteranno in attesa degli adempimenti previsti dalla normativa.
Il rimpatrio, precisa la Questura, potrà avvenire dopo la convalida da parte del competente Giudice di Pace.
L’intervento rientra nel più ampio dispositivo di controllo e prevenzione predisposto dalla Polizia di Stato sul territorio lucchese, con particolare attenzione alle persone ritenute pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica.

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