Caso Jan Vecoli, la maggioranza: “Le regole valgono per tutti”

VIAREGGIO – Le dimissioni di Jan Vecoli dalla presidenza provinciale di Arci Lucca Versilia non chiudono la polemica sulla sua posizione politica. Anzi, aprono un nuovo fronte di confronto tra il consigliere comunale e i gruppi di maggioranza, che tornano sulla questione della compatibilità tra l’incarico associativo e quello istituzionale.

Secondo quanto sostenuto dalla maggioranza, Vecoli sarebbe stato consapevole del problema già prima della candidatura. Lo stesso consigliere, viene ricordato, avrebbe richiesto un parere legale sulla compatibilità tra i due ruoli, per poi candidarsi alle elezioni, essere eletto e conservare entrambe le cariche.

Un passaggio che la maggioranza considera particolarmente rilevante riguarda il 17 giugno, quando, prima della seduta consiliare per la convalida degli eletti, Vecoli avrebbe dichiarato formalmente l’assenza di cause ostative all’assunzione della carica.

La questione è stata successivamente sollevata dai gruppi consiliari di maggioranza. A quel punto Vecoli ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza di ARCI Lucca Versilia. Una decisione che, secondo la maggioranza, arriverebbe però tardivamente e confermerebbe la necessità di affrontare il problema sollevato.

La vicenda ruota intorno all’eventuale applicazione dell’articolo 63 del TUEL, che disciplina le cause di incompatibilità per gli amministratori locali. Proprio per evitare valutazioni politiche sulla questione, il Segretario generale del Comune avrebbe interessato formalmente il Ministero dell’Interno, attraverso la Prefettura di Lucca, chiedendo un parere sull’eventuale esistenza di una causa di incompatibilità e sull’eventuale avvio della procedura prevista dall’articolo 69 del TUEL.

Una scelta che la maggioranza rivendica come garanzia di imparzialità: nessuna “persecuzione”, sostengono i gruppi consiliari, ma il ricorso agli organi competenti per stabilire se esista o meno un’incompatibilità.

Nel frattempo, nel mirino finiscono anche le dichiarazioni di Vecoli, che avrebbe inizialmente parlato di autosospensione e successivamente di un attacco politico nei suoi confronti.

La maggioranza respinge inoltre quello che definisce un tentativo di trascinare nella vicenda l’intera Arci i suoi lavoratori e lo Sportello Immigrazione. La questione, sottolineano i gruppi consiliari, riguarderebbe esclusivamente la posizione personale di Vecoli e la contemporanea titolarità dei due incarichi.

Il confronto politico, dunque, resta aperto. E la maggioranza chiude con una stoccata destinata a far discutere: prende atto delle dimissioni dalla presidenza di Arci e sostiene che, per Jan Vecoli, “le regole valgono per tutti”. Con una precisazione polemica: “Ma solo finché non riguardano lui”.

La vicenda resta ora legata anche al parere che dovrà arrivare dagli organi competenti sulla compatibilità prevista dal Testo unico degli enti locali.

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