VIAREGGIO – Ottantadue anni dopo, Viareggio torna a ricordare quel 16 settembre 1944 che segnò la fine dell’occupazione nazifascista e il ritorno della città alla libertà.
Nel corso delle celebrazioni, la sindaca Sara Grilli ha ripercorso il significato di quella giornata, ricordando il prezzo pagato da Viareggio durante la guerra, tra bombardamenti, distruzioni, paura e sfollamento.
La Liberazione, ha sottolineato la sindaca, fu il risultato dell’avanzata degli Alleati ma anche della Resistenza e del coraggio di tante donne e uomini che combatterono e di chi, in modi diversi, aiutò, nascose, sfamò e informò, spesso mettendo a rischio la propria vita.
Il ricordo del 1944 si è intrecciato con il presente. Le guerre che oggi coinvolgono Russia, Ucraina e Palestina, ha osservato Grilli, mostrano quanto siano fragili gli equilibri costruiti dopo il secondo conflitto mondiale. Ed è proprio davanti a questa realtà che la memoria, secondo la sindaca, deve smettere di essere soltanto celebrazione e diventare uno strumento per comprendere il tempo in cui viviamo.
“La democrazia non è invulnerabile. I diritti possono essere perduti. L’indifferenza non è mai neutrale”, ha affermato Grilli, richiamando il valore di una memoria capace di interrogare il presente.
Viareggio, del resto, conosce bene il significato della ricostruzione. La città uscita dalla guerra era profondamente ferita, ma seppe ripartire dalle macerie, ricostruendo case, strade, attività e relazioni, e soprattutto una comunità inserita nella nuova Repubblica democratica.
Una Repubblica fondata sulla libertà, sull’uguaglianza, sul lavoro e sulla dignità della persona, con il ripudio della guerra tra i suoi principi fondamentali.
Da quella storia, ha spiegato la sindaca, nasce una responsabilità che riguarda anche il presente: difendere la democrazia, accettare il confronto, rispettare chi ha idee diverse e rifiutare razzismo, antisemitismo e ogni forma di discriminazione.
Un pensiero particolare è stato rivolto ai giovani, chiamati a conoscere e interrogare il passato perché la democrazia non può essere considerata un’eredità acquisita una volta per tutte.
Il significato della ricorrenza è racchiuso proprio in questa consapevolezza. “La libertà non è stata conquistata una volta per sempre. La libertà è una responsabilità che passa di mano in mano”, ha detto Grilli.
Un messaggio rivolto alle istituzioni, alle scuole, ai luoghi di lavoro e alla comunità intera, nel giorno in cui Viareggio ricorda chi, 82 anni fa, contribuì a riconquistare la libertà.
Viva Viareggio liberata. Viva la Resistenza.