Il caso del panierino con pane e formaggio e frutta marcia si ingrossa, un padre scrive ai Nas, all’Asl e al sindaco

VIAREGGIO – La polemica sulla mensa scolastica non si ferma. Dopo il caso del panierino con frutta marcia, pane e formaggio e la risposta del presidente di Icare, arriva un nuovo intervento da parte di un genitore, che ha deciso di rivolgersi direttamente ai Carabinieri del Nas di Livorno, all’Asl Toscana nord ovest e al sindaco di Viareggio, chiedendo verifiche urgenti sul servizio di refezione scolastica.

Secondo quanto riferito dal padre di un bambino che frequenta la quarta elementare alla Vera Vassalle, i problemi sono anche legati alla qualità e alla temperatura dei pasti che si ripeterebbero con frequenza.

“Tutte le sere mio figlio viene a casa raccontando che la pasta era letteralmente cruda, appiccicata e fredda”, scrive il genitore nella comunicazione inviata alle autorità. E aggiunge che anche i secondi piatti sarebbero stati serviti freddi e che, nella giornata di ieri, 14 ottobre, la frutta sarebbe stata “completamente nera”.

Non si tratterebbe, stando alla testimonianza, di episodi isolati. Il padre parla infatti di una situazione che si ripeterebbe costantemente e sottolinea come non tutti i bambini riescano a raccontare alle famiglie ciò che accade durante il pranzo a scuola.

“Chiedo un’ispezione urgente per tutelare i bimbi”

Nella lettera indirizzata agli organi competenti, il genitore chiede un intervento tempestivo per verificare la qualità del servizio offerto dal gestore della mensa e accertare le condizioni in cui vengono preparati e distribuiti i pasti.

Tra le questioni sollevate c’è anche quella dell’acqua servita durante il pranzo. Secondo quanto riferito dal padre, ai bambini verrebbe data acqua prelevata dai rubinetti dei bagni della scuola. Un’affermazione che dovrà essere verificata dagli organismi competenti.

“Chiedo cortesemente il vostro interessamento urgente per valutare la qualità dei servizi offerti dal gestore della mensa a tutti i nostri figli”, scrive il genitore, richiamando la necessità di tutelare alunni che, per la loro età, non sempre sono in grado di segnalare tempestivamente eventuali criticità.

La richiesta è quella di un’ispezione che possa fare chiarezza sulle condizioni del servizio e sulle segnalazioni raccolte.

La richiesta al sindaco: “Mio figlio non vuole più mangiare a mensa”

Il padre ha scritto anche al sindaco di Viareggio, chiedendo al primo cittadino di intervenire direttamente nei confronti del gestore del servizio.

Nella comunicazione descrive una situazione fatta, a suo dire, di “pasta ghiaccia, non cotta, dura, piena di grumi”, frutta annerita e secondi piatti freddi. Una condizione che avrebbe portato il figlio a non voler più mangiare a scuola.

“Mio figlio non vuole mangiare più a mensa e pagare quello che paghiamo non è giusto”, scrive il genitore, chiedendo che vengano adottate iniziative urgenti per garantire ai bambini pasti adeguati.

La segnalazione arriva dopo una giornata già segnata dal dibattito sulla refezione scolastica, dopo le proteste dei genitori e il caso del panierino che ha acceso i riflettori sulla qualità degli alimenti destinati agli alunni.

La polemica non si placa

La nuova iniziativa riporta al centro una questione che riguarda direttamente le famiglie: la qualità dei pasti serviti nelle scuole e la necessità di garantire controlli puntuali sul servizio.

Le segnalazioni del genitore, che dovranno essere accertate, chiamano in causa sia gli organismi preposti alle verifiche igienico-sanitarie sia l’amministrazione comunale, alla quale viene chiesto di attivarsi nei confronti del gestore.

Ora l’attenzione è rivolta alle possibili verifiche da parte delle autorità competenti e alle eventuali risposte dell’amministrazione e di Icare. Per le famiglie, la richiesta è chiara: fare piena luce sulle criticità denunciate e garantire che il pranzo a scuola sia adeguato, sicuro e all’altezza delle esigenze dei piccoli.

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