Incendio devastante nel monastero: salvo il Santissimo e un’icona miracolosa


AULLA – Un incendio ha devastato il coro del Monastero del Cuore Immacolato di Maria e di San Giuseppe, provocando ingenti danni a uno degli ambienti più importanti per la vita spirituale della comunità religiosa. Le monache di clausura sono tutte in salvo e, nonostante la violenza del rogo, alcuni dei simboli più preziosi custoditi nel monastero sono stati preservati dalle fiamme.
L’incendio è divampato ieri e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno lavorato per domare le fiamme e impedire che la situazione potesse aggravarsi ulteriormente. Il coro monastico ha riportato danni molto gravi, con la distruzione di una parte significativa dell’ambiente.
Tra i momenti più delicati, quello del recupero del Santissimo Sacramento. Secondo quanto riferito dalle religiose, la Madre Abbadessa è riuscita a metterlo in salvo, nonostante si trovasse proprio nell’area interessata dall’incendio.
Un’altra circostanza ha colpito profondamente le monache: anche una replica autentica dell’icona miracolosa di Nostra Signora Giglio tra le Spine, realizzata in carta e legno, è rimasta intatta. Il fuoco ha distrutto la struttura che la custodiva e consumato gli elementi circostanti, ma l’immagine sacra e la sua cornice lignea sono state preservate.
«Il fuoco ha devastato il nostro coro monastico, ma non ha spento la nostra preghiera», hanno scritto le clarisse, affidando a queste parole il dolore per la perdita di un luogo che rappresentava molto più di uno spazio fisico: un ambiente carico di ricordi, raccoglimento e anni di vita consacrata.
La comunità religiosa ha voluto esprimere la propria riconoscenza al sindaco Roberto Valettini, a Lara Malpezzi della segreteria del primo cittadino, al vescovo e alla diocesi, oltre che a tutte le persone che hanno fatto arrivare messaggi di vicinanza dall’Italia e dall’estero.
Particolarmente significative sono state le manifestazioni di solidarietà giunte dal Medio Oriente, soprattutto dalla Siria e dalla Palestina, terre che le monache ricordano quotidianamente nelle loro preghiere.
Resta la gravità dei danni subiti dal monastero, ma anche il sollievo per l’incolumità delle religiose e per aver potuto salvaguardare il Santissimo Sacramento e l’immagine sacra. In una giornata segnata dalla distruzione, la comunità delle clarisse trova così nella preghiera e nella vicinanza ricevuta la forza per affrontare quanto accaduto.

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