VIAREGGIO. Se proprio vogliamo parlare di miracolo, individuiamo subito chi è l’artefice: Stefano Cuoghi. La vittoria di Reggio Emilia, oltre a permettere al Viareggio di raggiungere il terzo turno di Coppa Italia Lega Pro, cosa mai successa sino ad oggi, ha fatto guadagnare titoli e attenzioni dei media nazionali verso una realtà che sta progressivamente uscendo da un anonimato non certo voluto.

Giocatori, giornalisti, tifosi e anche svariati colleghi lo considerano il miglior allenatore della Prima Divisione. Questione di esperienza, di abilità nel tirar fuori il meglio dai propri giocatori, facendoli sentire tutti importanti (nessuno escluso) ed inculcando loro una mentalità vincente, frutto di lavoro, sacrificio e di “noi”, mai di “io”, come priorità assoluta.

Ed i risultati si vedono. Oltre alla coppa c’è un secondo posto in campionato ad un solo punto dalla vetta, con 12 punti in 7 partite ed una sola sconfitta, quella di Benevento del 9 settembre scorso. L’entusiasmo in città sta costantemente crescendo, ma sempre a passo di lumaca. Ancora è presto per capire se il 28 ottobre contro l’Avellino verrà più gente allo stadio, ma quel che è certo è che Stefano Cuoghi viene considerato da tutti come il tecnico che ha fatto compiere il salto di qualità alla squadra, soprattutto sotto il profilo mentale.

Schietto e sincero, mai banale o arrogante, è l’esatto contrario del profilo dell’allenatore che tanto va ora di moda: appariscente, un po’ vanesio e pronto a prendersela con gli arbitri o con la stampa quando le cose non vanno bene. Per questo la stima e l’affetto di chi gravita attorno al Viareggio non è soltanto per il Cuoghi mister, ma anche per il Cuoghi persona.

Il 25 febbraio scorso, giorno del suo esordio sulla panchina bianconera, diede subito una dimostrazione concreta delle sue già ben note capacità: era convinto che avrebbe condotto la sua squadra alla salvezza. E ci è riuscito. Il 3-0 di Monza (doppietta di Zaza e gol di Cesarini) fu l’inizio di una rincorsa che per un soffio non permise al Viareggio di evitare i play-out, poi dominati proprio contro il Monza.

I numeri, indiscutibili, gli danno ragione: su 24 gare in cui ha guidato le zebre, ha vinto 14 volte (una a tavolino, quella di Coppa Italia contro il Gavorrano), pareggiato 6 e perso soltanto 4. Rendimento che non appartiene ad una squadra che ha per obiettivo primario la salvezza diretta, anche se Cuoghi, per quanto abbia una voglia infinita di rimanere nei piani alti di classifica, non vuole certo sbottonarsi. La permanenza in Prima Divisione è il traguardo da raggiungere, quello che viene in più è ciò che sta stuzzicando la fantasia dei tifosi. Loro che sono pienamente convinti che con questo mister il Viareggio può andare lontano. Lontanissimo.

 

 

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ultimo aggiornamento: 18-10-2012


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