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VIAREGGIO. “Che facciamo, avvocato, mettiamo la stessa data anche qua, sì?”. Viene in pace l’ufficiale giudiziario alle due case di proprietà dei genitori dell’ex assessore al sociale Vittorio Fantoni al quartiere Terminetto: dallo scorso settembre le famiglie che vi dimorano sono sotto minaccia di sfratto esecutivo per morosità, ma finora la richiesta di rinvio è sempre stata accettata. Così è stato anche questa mattina, quando si temeva lo sgombero forzato: la prossima chiamata è in programma il 18 aprile, in modo che i due nuclei familiari possano sistemarsi altrove una volta pubblicata la graduatoria per le case popolari.

La prima tappa dell’ufficiale giudiziario è in via La Marmora, dove alloggia una coppia con quattro figli: il Comune pagava ai proprietari una quota mensile da 1100 euro fino a quando le casse non sono state prosciugate. Analoga situazione nell’altra abitazione, un appartamento in via delle Acacie: anche questa famiglia, composta da marito e moglie e dai loro tre bambini, ha ottenuto una proroga fino al 18 aprile, con la speranza che nel frattempo il Comune trovi loro una nuova casa.

“Adesso aspettiamo che venga, finalmente, stilata questa graduatoria”, dichiara Michelangelo Di Beo dell’Unione Inquilini: il sindacato, con il sostegno di vari movimenti di sinistra solidali con gli sfrattati, ha sempre partecipato ai picchetti e mediato con gli ufficiali giudiziari ottenendo vari rinvii. Questa mattina, al Terminetto, erano circa 30 le persone presenti, tra cui alcuni viareggini sotto sfratto. “Parallelamente, dovranno essere assegnate le abitazioni”, prosegue Di Beo. “Non ci sarà, però, modo di soddisfare tutte le 570 richieste per gli alloggi popolari.”

Per Di Beo tutto ruota attorno al blocco degli sfratti per l’intero anno solare: “Non è una soluzione definitiva, di questo ne siamo consapevoli. Però può aiutare la macchina organizzativa del Comune a fronteggiare l’emergenza: l’ufficio casa sta cercando di mettere ordine in questo caos e finora ha accolto le nostre richieste.

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L’incontro con il subcommissario con delega al sociale Anna Maria Giambalvo, invece, non è stato incoraggiante: non c’è la volontà di richiedere alla prefettura il blocco degli sfratti. Contrariamente da quanto affermato da Giambalvo, il prefetto ha questo potere: è già successo anche in altre città. Il Comune deve assumersi le sue responsabilità.”

E se, al momento, si può cantar vittoria (ma fino a quando?) per le due famiglie del Terminetto, così non è per altri casi: il 12 marzo arriverà, probabilmente, l’ultima chiamata per una giovane donna separata che vive con il figlio di soli quattro anni. E poi c’è la vicenda di una coppia dimorata al Collegio Colombo, in uno stabile di proprietà della Provincia ma richiesto dall’istituto, che da quasi una settimana si è vista staccare la corrente elettrica. Pochi in città, però, sembrano davvero interessarsene.

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Ascolta l’intervista a Michelangelo Di Beo dell’Unione Inquilini
Leggi l’articolo sulla pubblicazione della graduatoria a metà febbraio
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