VIAREGGIO. Il Carnevale di Cento, quello che aveva fatto registrare la dicitura di ‘Carnevale d’Europa’, quello accusato da alcuni carnevalari in riva al Tirreno di farsi bello con i mascheroni realizzati dai carristi viareggini, non si farà. Almeno per quest’anno, salvo miracoli dell’ultima ora. A darne notizia è il quotidiano “La Nuova Ferrara”.

Da mesi il Comune di Cento e le varie società carnevalesche che partecipano con i loro carri ha intrapreso un “percorso di riorganizzazione complessiva e di messa in sicurezza nel lungo periodo della manifestazione, perché si possa rinsaldare il rapporto d’identità tra carnevale e città”, come ha dichiarato il sindaco Piero Lodi al giornale ferrarese.

I buoni intenti, tuttavia, si scontrano con la dura realtà, soprattutto con la penuria di risorse economiche. Cento, intanto, ha dovuto fare i conti con la ricostruzione dopo il terremoto della primavera 2012: il bisogno di maggior sicurezza si è tradotto in una certificazione e omologazione degli hangar così come delle costruzioni che sfilano ai corsi mascherati.

E poi manca il bando per assegnare la gestione del Carnevale, come spiega lo stesso sindaco: “Dopo essere stato predisposto, abbiamo scelto di non pubblicarlo, perché abbiamo capito che individuare un soggetto gestore non significava risolvere il problema. Prima è necessario definire una formula di gestione e di messa in sicurezza dell’evento. Inoltre abbiamo preso atto che il quadro economico nel quale era stato pensato il bando non è più corrispondente alla reale situazione economica di manifestazioni simili.” In molti dalle parti di Cento hanno notato che Lodi non ha pronunciato il nome di Ivano Manservisi, attuale patron della manifestazione. Che, forse, verrà recuperata in estate.

La “rivalità”, se così si può dire, tra Cento e Viareggio è nata all’inizio degli anni Novanta: è stata in gran parte alimentata da alcuni viareggini critici verso la vendita di mascheroni e pezzi di carri che poi le società carnevalesche centesi modificavano e riassemblavano nelle loro costruzioni. In particolare, è stato contestato il fatto che questi mascheroni non riportassero una sorta di dicitura “made in Viareggio”. A livello istituzionale, però, i rapporti – almeno negli anni della presidenza di Alessandro Santini – sono stati cordiali, tanto più che la Fondazione Carnevale aveva deciso di donare alcuni mascheroni a Cento a seguito del terremoto di oltre un anno fa.

E pensare che a Viareggio c’era chi invocava, proprio come accade per la cittadina romagnola, un carnevale a gestione privata da affidare a manager dipinti come uomini della Provvidenza…

(ultimo aggiornamento alle ore 16:40)

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ultimo aggiornamento: 20-12-2013


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